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2 Settembre 2020
10:45

Philippe Daverio, le frasi più belle dello storico dell’arte scomparso a Milano

Philippe Daverio, scomparso a Milano all’età di 71 anni questa notte, era celebre per la sua immensa cultura e capacità di sintetizzare concetti e idee in parole semplici, capaci di arrivare a tutti. Ecco, dai suoi libri e dalle sue intervista, una selezione di frasi e aforismi celebri dello storico ed esperto d’arte.
A cura di Redazione Cultura
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Philippe Daverio, il critico e storico d’arte, morto a 71 anni questa notte all’Istituto dei Tumori di Milano, è stato saggista e divulgatore di prima qualità. Non solo in televisione, all'interno di programmi divenuti celebri come Passepartout e negli ultimi tempi grazie alla collaborazione di "Striscia la notizia", ma anche in molti dei suoi libri dedicati alla divulgazione della storia dell'arte. Al loro interno è facile imbattersi in aforismi e frasi di grande profondità. Ecco un elenco selezionato di alcune delle sue frasi più belle, rilasciate in interviste o scritte di proprio pugno nei testi pubblicati negli ultimi anni.

Frasi e aforismi più belle di Philippe Daverio

  • Platone è ben più vivo d’una capogruppo parlamentare che ci tocca vedere ogni sera nel telegiornale.
  • La curiosità sarà anche un difetto e l’ozio un vizio, ma i due elementi, combinati insieme, sono un utile strumento di sopravvivenza. Per guardare le opere d’arte.
  • Gli italiani non sono mai stati grandi come nel periodo che va dal 1270 al 1310.
  • È l’essere umano, nella sua essenza ontologica, a essere irrimediabilmente complicato e proprio per questo motivo così curiosamente creativo e degno di nota.”Fascista io? Io non sono fascista, io sono stalinista! Quelli come voi andavano nelle miniere di sale! Io non sono fascista, io sono per Giuseppe Stalin!

Philippe Daverio: le frasi più celebri

  • L'Unione europea dovrebbe prendere atto che senza la cultura di Napoli e Palermo i tedeschi camminerebbero ancora con le corna in testa.
  • Io non sono dottore perché non mi sono laureato, ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969, in quegli anni si andava all'università per studiare e non per laurearsi.
  • I milanesi sono l'unico popolo che io conosca che ha perso il senso della propria provenienza. Non hanno più un rapporto di identità culturale con le proprie istituzioni.
  • Palermo è una città naturalmente splendida che ha una forte inclinazione verso il degrado.
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