Con la firma del nuovo Dpcm da parte del presidente del consiglio, che negli scenari più duri prevede la chiusura di negozi e tutte le attività commerciali non essenziali, le librerie resteranno aperte. Come i parrucchieri, come i supermercati. Così si evince dagli allegati 1 e 2 al nuovo decreto firmato da Giuseppe Conte ieri sera. Sempre ieri gli editori e i librai italiani si erano appellati al Governo affinché salvasse le librerie, ritenendo il libro bene primario al pari del cibo, dei farmaci e dei valori bollati.  Motivo per cui chiedevano che le librerie non venissero chiuse. I principali firmatari sono Alessandro e Giuseppe Laterza, Sandro Ferri delle Edizioni e/o, Renata Gorgani di Editrice Il Castoro e Stefano Mauri del Gruppo editoriale Mauri Spagnol, secondo cui chiudere le librerie:

è l'ultima cosa di cui il nostro Paese ha bisogno, in un momento di solitudine e frammentazione come quello che stiamo attraversando. Tenere aperto questo spazio di riflessione e di immaginazione è una priorità se vogliamo che tutti partecipino alla creazione di un futuro comune.

Anche l'Aie che ieri, insieme ad Ali, aveva lanciato la campagna Pensaci subito, non fare le code. In libreria il Natale è già iniziato aveva chiesto al governo e al Parlamento, attraverso il suo presidente Ricardo Franco Levi di ripensarci, nella considerazione per cui:

pur nello sforzo per contrastare la pandemia, si faccia tutto il possibile per avere un occhio di riguardo per le librerie. Il libro può aiutare a sopportare meglio le difficoltà di questo momento, può essere importante per la tenuta psicologica come per intrattenere un bambino. Sia chi è solo, sia chi è in famiglia può vivere meglio se ha in mano un libro. Il mondo del libro sta dimostrando una volta di più la propria qualità. Ha saputo reagire con immaginazione, inventiva. Dopo il primo lockdown e la riapertura c'è stata una ripresa costante del fatturato della varia, passato dal -20% di aprile al meno 11% e poi al meno 7% tra luglio e settembre e tutto faceva pensare che si sarebbe contratto ancora.

Tra l'altro, aveva evidenziato Paolo Ambrosini di Ali, le librerie si sono dimostrate finora luoghi del tutto sicuri, che hanno rispettato regole e protocolli fino all'ultima lettera:

Il mercato aveva in parte recuperato e sono stati soprattutto i librai indipendenti quelli che hanno avuto maggior capacità di resilienza e reinvenzione. Ineccepibile il comportamento dei clienti rispettosi delle norme sia nel settore della varia che dei libri scolastici.