Nato vent'anni fa all'interno del progetto "Luther Blissett", un nome che poteva essere preso in prestito da qualunque creativo volesse farne uso, il collettivo Wu Ming è giunto a un giro di boa. All'interno della bella cornice dell'Università statale di Milano, insieme al centro sociale ZAM tappa milanese di quello che è stato chiamato il Révolution Tour, Wu Ming 2 (ovvero Giovanni Cattabriga) ci ha confessato che il loro nuovo romanzo storico, "L'Armata dei Sonnambuli", e il disco "Bioscop" uscito col progetto musicale Wu Ming Contingent rappresentano un punto di svolta decisivo nella storia del collettivo anonimo.

Chi è Wu Ming?

La politica copyleft

Il metodo di lavoro

Il nuovo libro: "L'Armata dei Sonnambuli"

Il progetto musicale: "Bioscop"

Il futuro di Wu Ming Foundation

Chi è Wu Ming?

Wu Ming (che in cinese vuol dire "senza nome" o "cinque nomi", a seconda della lettura) è un collettivo di scrittori divenuto celebre nel 1999 con l'uscita del romanzo "Q", frutto del lavoro svolto dal 1995 al 1999 mentre operavano come parte del progetto "Luther Blissett", pseudonimo liberamente usato da performer, scrittori e artisti negli anni Novanta. Del gruppo di cinque scrittori (divenuti poi quattro dal 2008 dopo l'abbandono del progetto da parte di Wu Ming 3), nonostante la politica di anonimato chiaramente esplicitata nel suo nome, sono conosciute e rese note persino sul sito ufficiale le identità. Wu Ming è noto soprattutto per i romanzi storici scritti a più mani, per i quali gli stessi autori hanno provato a dare la definizione di New Italian Epic, ma alla produzione collettiva si è affiancata negli anni anche una produzione individuale.

La politica copyleft

Il senso del nome Wu Ming è anche legato a una precisa posizione nei confronti del diritto d'autore. Sin dall'inizio  una battaglia condotta dagli autori bolognesi è stata quella per diffondere il concetto di copyleft, agendo da pionieri in Italia in quella che al giorno d'oggi è diventata una pratica estremamente diffusa. Tutte le opere dei Wu Ming, infatti, sono pubblicate con licenza Creative Commons che permette, anche nel caso di una pubblicazione da parte di un editore mainstream come in questo caso, di riprodurre e distribuire le opere stesse in forma gratuita. Proprio per questo motivo, a breve distanza dalla pubblicazione in cartaceo, è possibile scaricare i testi di qualunque loro libro direttamente dal sito di Wu Ming Foundation.

Il metodo di lavoro

Una delle curiosità più frequenti tra i lettori di Wu Ming riguarda proprio la scrittura collettiva. Infatti, per quella che non sembra essere la prima volta, a giudicare dai sorrisi di Wu Ming 2 e Wu Ming 5, dal pubblico arriva la fatidica domanda sul metodo di lavoro adottato per la scrittura del loro ultimo libro. "Vogliamo sfatare un mito che sembra diffuso" ci tiene a precisare Wu Ming 2, "sul modo in cui scriviamo. Non ci dividiamo la scrittura affidando a ognuno di noi un personaggio. La nostra è una vera scrittura collettiva". Un lavoro di gruppo organizzato attraverso incontri, scambi, confronti in cui ognuno si occupa di ogni aspetto della produzione: dalla ricerca alla scrittura stessa. Un lavoro di grandi proporzioni, a quanto pare, visto che per il completamento de "L'Armata dei Sonnambuli" ci sono voluti cinque anni. "Infatti, una volta terminato il libro, non lo rileggo mai più per una seconda volta!" ironizza Wu Ming 2.

Il nuovo libro: "L'Armata dei Sonnambuli"

"L'Armata dei Sonnambuli" è l'ultima fatica del gruppo Wu Ming: un romanzo storico "nella" Rivoluzione Francese, per usare le parole di Giovanni Cattabriga. Un romanzo che continua la tradizione di racconti di rivoluzione, in questo caso la Rivoluzione per eccellenza, tema tanto caro al quartetto bolognese. È un romanzo sul passato, ma come sempre strettamente connesso alle cose del presente, un racconto necessario che parla al nostro tempo e apre riflessioni sul periodo che stiamo vivendo. Wu Ming 2 ci confessa che sono tanto forti i riferimenti ai nostri giorni che è capitato persino di far confluire nel libro frasi esatte pronunciate da personaggi politici in tv o sui giornali. "C'è chi è convinto che oggi la rivoluzione possa arrivare attraverso internet, una cosiddetta rivoluzione senza ghigliottina. Noi non la pensiamo allo stesso modo".

Il progetto musicale: "Bioscop"

In quello che hanno chiamato "Révolution Tour", alla presentazione del libro è affiancata una performance live, per presentare il progetto parallelo musicale Wu Ming Contingent, un gruppo punk/oi! che vede due dei Wu Ming a voce e chitarra. "Bioscop" è il nome dell'album pubblicato da Woodworm Label contenente dieci tracce di "musica e parole in formato canzone", per parafrasare quanto scritto dagli stessi Wu Ming. "Mentre lavoravamo al libro ci siamo resi conto che anche nelle canzoni parlavamo di storie di rivoluzione e ribellione e c'è stata come un osmosi tra i due progetti", ci spiega Wu Ming 2. Quasi a sottolineare questo dialogo tra libro e disco, c'è a fare da trait d'union la canzone "Cura Robespierre", che il gruppo usa suonare a chiusura delle performance live del "Révolution Tour".

Il futuro di Wu Ming Foundation

Dopo venti anni di attività Wu Ming è a un punto di svolta. Non solo il disco è la dimostrazione che la tipologia dei progetti va cambiando volto, allargandosi a più campi e aprendosi a nuove prospettive, ma consci che la forma del romanzo storico è stata ormai sviscerata a fondo dal 2000 a oggi, il gruppo è intenzionato a cambiare rotta anche letterariamente. Insomma a 15 anni di distanza dalla pubblicazione di "Q", il nuovo libro rappresenta un punto d'arrivo e di partenza per qualcosa di nuovo allo stesso tempo. Wu Ming 2 ci saluta precisando qual è la direzione che prenderà il progetto: "La direzione è quella suggeritaci da un nostro detrattore. Ci hanno definito un'associazione a delinquere di stampo immaginario e noi vogliamo essere conseguenti a questa definizione".