Giovanni Allevi spiega il significato della sinfonia dedicata alla sorella, è morta poco dopo la diagnosi di tumore
A giugno 2022 Giovanni Allevi aveva comunicato la diagnosi di mieloma multiplo – un tumore raro del midollo osseo che colpisce le plasmacellule. Poche settimane dopo, a luglio, morì la sorella maggiore Stella. Quattro anni dopo, Allevi ha cercato di elaborare il lutto con la musica, ovvero componendo un'opera intitolata "Lost Time Symphony" che è stata eseguita in prima assoluta mondiale dalla Nordwestdeutsche Philharmonie, sotto la direzione del maestro Jonathan Bloxham. Il compositore aveva già fatto qualcosa di simile con il mieloma, quando associò a ogni lettera della parola una nota, dando vita al Concerto per violoncello e orchestra MM22.
Questa volta è stata la scomparsa improvvisa della sorella, più grande di lui di quattro anni e a sua volta pianista – ma anche pedagogista e filosofa esperta di bioetica -, a ispirargli nuova musica. I due erano molto legati, stando a quanto detto in questi anni dal musicista che ricorda come siano cresciuti assieme e da piccoli abbiano anche suonato il pianoforte a quattro mani. Era la sorella quella a cui era destinato lo strumento che avevano in casa, e quando lei finiva di suonarlo veniva chiuso a chiave. Come nei più classici dei racconti, il divieto accrebbe il suo desiderio di poterlo suonare.
Stella è sempre stata per lui un punto di riferimento affettivo e intellettuale, anche quando Allevi ha attraversato momenti difficili della sua carriera. Fu lei a stargli vicino durante uno scontro tra Allevi e il mondo accademico che lo riteneva troppo pop e poco legato alla tradizione: "Il suo aiuto è stato fondamentale per sollevarmi dall’umiliazione, dal giudizio negativo che ricevevo e per farmi vedere le cose da un punto di vista più ampio. La sua voce io la sento dentro nel cuore, il dialogo non si è mai interrotto" ha detto in un'intervista al Corriere della Sera. Allevi ha tenuto dentro questo dolore per tre anni, prima di riuscire a metterlo in musica.
L'opera nasce con una melodia affidata agli archi prima di un'apertura che il musicista ha spiegato essere nata dai ricordi d'infanzia: i giochi nella campagna di Ascoli Piceno, città d’origine dei fratelli, le arrampicate sugli alberi, i duetti a quattro mani sul pianoforte di casa. Il nome viene proprio da quel tempo perduto a cui la musica riesce a ridare vita. Al ricordo, però, fanno da contrappunto le dissonanze della malattia, della paura e del malessere interiore che ingaggia una battaglia con "un conflitto interiore che conduce l’orchestra verso la riconquista della luce e della speranza".
Nel ricordarla, Allevi dice: "In pochi giorni ho conosciuto il buio, l’esistenza nella sua veste più cruda. E dal buio ha origine la melodia straziante, l’urlo di dolore che ho compresso per tre anni, ora manifestato in musica". La composizione nasce dal dolore per la perdita della sorella, ma assume un significato universale: "Il tempo perduto non è mai veramente perso, perché continua a vivere dentro di noi. E nessuna persona è perduta per sempre, finché rimane custodita nei nostri ricordi più luminosi". "Lost Time Symphony", inoltre, approda per la prima volta in Italia il 14 ottobre presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano, nell'ambito della stagione concertistica della Fondazione La Società dei Concerti di Milano, che ha commissionato l'opera. A eseguirla sarà sempre la Nordwestdeutsche Philharmonie, diretta dal maestro Jonathan Bloxham.