“Di solito vi avverto quando ci stanno i cani”, polemiche su Gemitaiz per l’attacco alla Polizia

Gemitaiz è nella bufera per aver scherzato dal palco con il suo pubblico e per aver criticato la Polizia, presente con i cani antidroga al concerto che stava tenendo a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti. Il rapper romano è in tour per portare il suo ultimo album "Elsewhere", in quello che definisce "un viaggio verso un luogo che non ha coordinate". E in questo luogo lo hanno raggiunto le unità cinefile della Polizia, provocando la reazione del cantante che si è scusato con i suoi fan: "Io di solito vi avverto quando ci stanno i cani – ha detto dal palco -. Oggi non lo sapevo, non l'ho visto, mi dispiace".
E a quel punto ha deciso di non usare mezzi termini: "Mi dispiace che ‘ste me*de vengano a cagare il ca**o ai pischelli. Ricordatevi che la vita vostra è molto meglio" ha detto Gemitaiz. L'artista non è nuovo a polemiche, spesso per motivi politici, come è successo in passato per attacchi diretti a Meloni e a Salvini. Questa volta si è scatenata una polemica social, riversatasi anche sulla città abruzzese, fin nel consiglio comunale, criticato dal Consigliere di Forza Italia Pier Paolo Paolini che criticava il contributo del Comune per lo Shock Wave Festival, dove si è esibito il rapper. E c'è anche chi promette di presentare "un'interrogazione nel prossimo consiglio comunale".
All'interno dello stesso concerto, Gemitaiz ha anche fatto riferimento al Generale Vannacci. Parlando al pubblico ha chiesto: "Ho bisogno che tirate su quell'accendino, una canna accesa, una torcia, una foto di Vannacci che brucia". C'è chi considera queste frasi una provocazioni, e chi, come una parte del pubblico di Gemitaiz sa che si tratta di un linguaggio tipico di una certa tradizione del rap di strada. Le sue canzoni sono piene di citazioni alle forze dell'ordine e al rapporto con le "guardie". In "Oro e argento", per esempio, canta: "Con i miei fratelli stiamo messi male, davanti alle guardie fai la verticale. A evitare le sirene, frate', siamo atleti: maratona, salto in lungo e cento metri".
Ne "Gli stessi", invece, canta "Compra, pesa, rolla, gira, fuma, guardie… corri. Questi qua ci prendono, dai, gira lì. Ce li ho attaccati al culo tipo vinavil. Scendi le scale, lascia un tag sulla Linea B. Ogni giorno, si rischia di impazzire qui". Eppure ancora una volta si è scatenata la polemica, che ha visto prendere le distanze anche la sindaca Luisa Russo, che si è dissociata dalle dichiarazioni di Gemitaiz: "Si tratta di parole che non condivido e che non rappresentano in alcun modo i valori dell'amministrazione comunale né quelli della nostra comunità". Contattato da Fanpage, il rapper ha preferito non commentare.
Il cantante intanto continua con il suo tour: "Elsewhere" è uno dei migliori album italiani dello scorso anno e Gemitaiz è un'istituzione del rap italiano, uno dei principali esponenti della scena romana. In tour porta un live con una band di tutto rispetto formata da Rodrigo D'Erasmo al violino, Fabio Rondanini alla batteria, Frenetik alle chitarre, Orange al basso, Raffaele "Rabbo" Scogna al pianoforte e Mixer T ai synth. Il prossimo concerto sarà quello al Sottosopra Festival di Gallipoli (Le). Al di là delle polemiche, l'episodio riaccende il dibattito sul confine tra provocazione artistica e responsabilità pubblica. Un terreno sul quale Gemitaiz, da anni, finisce spesso per dividere il pubblico.