L'Italia è il paese con il maggior numero di beni protetti dall'Unesco, ciò è dovuto anche a una delle maggiori concentrazioni di reperti archeologici al mondo. Molti di questi si trovano ancora nascosti nel sottosuolo delle nostre città, ma anche in zone di campagna, o comunque in località dove un tempo si sono affermate forme di comunità e di vita sociale, con il conseguente accumulo di oggetti di vita quotidiana così importanti per noi. Ovviamente non bisogna nascondersi il problema dell'impossibilità di tutelare un così vasto patrimonio nella sua interezza, con tutti i vincoli burocratici e di legge che spesso sono conseguenza di un ritrovamento.

Da qui la domanda di molti: "Ma è meglio tutelare due cocci o bloccare i lavori di una fabbrica o di un'abitazione? Un patrimonio così vasto che spesso corre il rischio di essere terra di conquista per tombaroli, trafficanti di antichità e collezionisti. Come comportarsi, dunque, nel caso si finisca per incappare in un reperto archeologico, ammesso che si riesca a riconoscerlo? O comunque se si ha il sospetto che possa esserlo.

Prima di tutto è buona regola lasciare il reperto esattamente dove si è rinvenuto, cercando sia di garantire che non venga danneggiato, sia di mantenere il riserbo sulla scoperta. Un oggetto antico, per quanto possa apparire integro o in buone condizioni, è fragile. Spostandolo si potrebbe correre il rischio di privare tutti noi di una enorme quantità di informazioni.

In seguito, il cittadino deve provvedere a denunciarne entro 24 ore il ritrovamento alle forze dell'ordine, alla Soprintendenza oppure al sindaco del Comune di appartenenza. È severamente vietato qualsiasi tipo di intervento di pulizia sul reperto. Lavarlo, strofinarlo, anche spolverarlo da polvere e terra rischierebbe di cancellarne per sempre le informazioni utili alla sua datazione, ed è bene che di questo aspetto si occupi chi ne ha la competenza professionale.

In ultimo, è molto importante sapere che lo Stato tiene in grande considerazione l'autore di una scoperta in campo archeologico, ed è pertanto prevista una ricompensa per chiunque scopra un oggetto antico e ne faccia regolare denuncia, attraverso un premio in denaro o con una parte degli stessi ritrovamenti.