Un'altra storica libreria chiude, è l'antica libreria Paravia di Torino, la seconda più antica d'Italia, nata nel 1802. La colpa? Secondo le due libraie non è del commercio on line, né della crisi dei lettori, ma della mancanza di una legge che tuteli i piccoli e medi librai, regolamentando la politica degli sconti selvaggi, strumento con cui i colossi del web (e non solo) stanno difatti fagocitando i piccoli. E gli storici, come la libreria Paravia. L'annuncio, purtroppo non a sorpresa, è arrivato su Facebook.

Cari amici di Facebook,
prima di tutto vogliamo augurarvi un sereno 2020!

La foto che abbiamo postato il 28 dicembre ritrae il volto sorridente dei nostri ULTIMI clienti del 2019, ma, e siamo qui ad annunciarlo, anche della storia della NOSTRA LIBRERIA.

Abbiamo ereditato da nostro PAPA` questo affascinante mestiere e abbiamo investito TUTTE le nostre energie per cercare di farlo nel MIGLIOR modo possibile.

Le due sorelle, Nadia e Sonia, gestivano la storica libreria Paravia avendo ereditato l'attività dal loro papà, ma nonostante l'energia della gioventù e l'entusiasmo non c'è stato niente da fare. "La gente vuole libri scontati e a casa" hanno dichiarato. Purtroppo è un destino comune a tanti librai. Il dato è sconfortante. In 5 anni sono state chiuse oltre 2300 librerie, per non parlare dei casi segnalati un po' ovunque a inizio 2020, da Roma a Milano.

Vogliamo ringraziare i CLIENTI che siamo riuscite ad avvisare di persona e che ci hanno dimostrato stima ed affetto: ci avete commosso!
Grazie a tutti coloro che non sono passati ultimamente da queste parti, ma che negli anni ci hanno scelte e sostenute.

Il messaggio su Facebook delle libraie chiude quindi un'era, quella che ha riguardato la seconda libreria più antica del nostro Paese. Secondo il Presidente dell’Associazione Librai Italiani, Paolo Ambrosini, sono 2300 le librerie chiuse negli ultimi cinque anni nel nostro Paese. Da tempo, invece, è ferma in Parlamento una proposta di “legge sul libro” che potrebbe sostenere un settore in crisi: “E intanto le librerie chiudono, si perdono posti di lavoro e si bruciano progetti d’impresa.”