Quattro storiche compagni teatrali si uniscono per dare vita al rinato Teatro Vittoria. Succede in Calabria, a Castrovillari, già sede di uno dei maggiori festival teatrali italiani, Primavera dei teatri. Un modo per contrastare la crisi del settore, già messo a dura prova da criticità di un sistema che arrivano da lontano, ma che nell'anno della pandemia è esplosa in tutte le sue contraddizioni. Tuttavia le quattro compagnie calabresi – Scena Verticale, Aprustum, Chimera e Khoreia 2000 – hanno scelto di non "affidare le sorti del teatro ai cahiers de doléances di turno" scrivono ed è "per questo che tutti assieme abbiamo deciso di trasformare lo sconforto in scommessa, siglando un protocollo d’intesa per chiedere all’amministrazione comunale di Castrovillari la gestione del rinato Teatro Vittoria".

"Un pensiero che diventa impresa: quella di far teatro in Calabria, in una piccola città di provincia, un luogo in cui il teatro illumina e cura le ferite di una terra trascurata, portandola al centro del dibattito nazionale.Da qui prende le mosse il nostro progetto di riapertura del Vittoria – scrivono su Facebook – Il progetto nasce dunque dalla volontà di quattro compagnie di Castrovillari di unirsi in rete per proporre un disegno organico al servizio della città, aperto e inclusivo, polo di riferimento per gli attori culturali e sociali del territorio, con l’obiettivo di evitare la frammentazione delle attività e razionalizzare le risorse umane ed economiche: una casa teatrale aperta alle altre arti e a un vasto pubblico che si confronta sull’oggi."

Panorama di Castrovillari
in foto: Panorama di Castrovillari

Il tema, sentito e decisivo per le sorti del teatro nel nostro Paese, è quello dell'unità tra realtà diverse ma affini. Averlo messo davanti agli interessi di bottega fa della Calabria e delle realtà teatrali che da anni la animano grazie a Primavera dei teatri, una punta avanzata della riflessione culturale in Italia. Il cui risultato sarebbe quello di riportare in vita un teatro distrutto da un incendio nel 1986, e finalmente pronto a riaprire i battenti.

"Scena Verticale, Aprustum, Chimera e Khoreia 2000 vogliono assumersi la responsabilità di produrre una proposta seria e sostenibile per la gestione, nella convinzione che i teatri debbano essere abitati e gestiti da chi produce, programma, vive di teatro in modo professionale. La rete garantirebbe professionalità specifica, continuità di apertura, capacità di attrazione di risorse per sostenere le attività, inserimento del Teatro in un sistema di relazioni nazionali e internazionali, rapporti con istituzioni pubbliche e private.La mission principale del progetto è contribuire al rilancio della partecipazione democratica alla vita culturale e sociale della nostra comunità, con particolare riguardo alle fasce maggiormente escluse dai consumi culturali. Di conseguenza, le attività saranno concertate e programmate attraverso l’ascolto e il confronto con il tessuto associativo del territorio. Le parole d’ordine saranno: apertura, inclusione, concertazione; ma anche professionalità, sostenibilità, innovazione. Abbiamo pertanto condiviso con l’amministrazione comunale il nostro progetto nei confronti del quale il Sindaco e la Giunta hanno mostrato grande attenzione."