Brindisi, dopo 35 anni spunta testamento segreto: fratelli e nipoti devono restituire un milione di euro

La comparsa di un testamento 35 anni dopo essere stato redatto rischia di sconvolgere la tranquillità familiare e patrimoniale degli eredi di un anziano benestante pugliese. Il documento olografo spuntato anni dopo la morte dell'uomo, infatti, ha cambiato completamente il quadro ereditario e ora fratelli e nipoti del defunto rischiano di dover restituire un patrimonio di oltre un milione di euro alla vedova del defunto. Il caso arriva da Mesagne, nel Brindisino, dove l'autore del testamento è morto sei anni fa.
Alla decesso dell'uomo, come ricostruisce Repubblica, nessuno aveva trovato il testamento dell'anziano e poiché non aveva figli, era scattata la cosiddetta successione legittima cioè i beni erano stati divisi tra la moglie e in quote diverse agli altri eredi legittimi e cioè fratelli e nipoti. Tutti loro nel 2021 si erano spartiti così un patrimonio abbastanza consistente fatto di case, titoli e oro per un valore complessivo di circa un milione di euro. A cinque anni di distanza, però, tutto è tornato in discussione a causa di un testamento di cui nessuno sapeva nulla e che l'uomo invece aveva redatto oltre 35 anni fa.
Tutto è nato da una segnalazione di un possibile testamento e di una conseguente richiesta all'Archivio notarile dove vengono conservati tutti gli atti stipulati dai notai che non esercitano più la professione. Nei mesi scorsi, infatti, l'Archivio Notarile Distrettuale ha rinvenuto proprio quel documento mai aperto e ha contattato così l'amministratore di sostegno della vedova del defunto, che ora si trova in una residenza per anziani, comunicando che il marito nel lontano 1990 si era recato in segreto dal notaio per mettere nero su bianco le sue ultime volontà. Nel documento l'uomo l'aveva indicata come erede unica di tutto il suo patrimonio senza fare nessun riferimento agli altri parenti.
Una svolta che quindi ha completamente cambiato e rimesso in discussione l'intera divisione dei beni. Il documento infatti è pienamente valido ai fini di legge perché anche se sono passati più di dieci anni dalla redazione del testamento, riguarda una persona già erede e dunque si profila una modifica sostanziale della divisione dei beni. Un problema non di poco conto per molti dei parenti del defunto visto che il patrimonio riguardava anche una casa che nel frattempo è stata venduta e alcuni titoli che sono passati di mano.
La vicenda inevitabilmente è finita in tribunale a Lecce dove sarà un giudice della sezione civile a stabilire come si dovrà procedere. L'amministratore di sostegno della donna infatti ha chiesto di avviare un'azione legame di recupero crediti in "via solidale" cioè per richiedere la somma a uno solo dei parenti lasciando poi la questione del recupero dei crediti tra di loro. Per chi non potrà permettersi di pagare il rischio e così di rimanere debitori molto a lungo.