Photo by Phil Walter/Getty Images
in foto: Photo by Phil Walter/Getty Images

Il 25 giugno 2009 si spegneva il Re del pop. Tanto amato ma anche brutalmente criticato, Michael Jackson è sempre stato un personaggio divisivo, conosciuto non solo per la sua musica, ma anche per il suo tormentato vissuto personale. A dieci anni dalla sua morte le voci sui presunti abusi su minori commessi in vita non sono ancora cessate, contrapponendo a più riprese i suoi fan ai suoi più accaniti detrattori e ponendo il grande pubblico di fronte alla spinosa questione dell'artista dietro l'opera. Così si spiega la scelta della scrittrice Margo Jefferson, premio Pulitzer nel 1995, di ripubblicare dopo 13 anni il suo testo "Su Michael Jackson", un saggio in cui ripercorre i momenti salienti della vita di quella che, nel bene o nel male, è una leggenda mondiale. Dopo la messa in onda del documentario "Leaving Neverland" in cui gli vengono rivolte nuove accuse di molestie, la Jefferson ripropone la sua versione della storia con una nuova prefazione.

"Su Michael Jackson" a dieci anni dalla morte

Quando morì mi sentii sollevata, grata. Adesso riuscirà a prendersi tutto, pensai. E ce ne vanteremo.

Così scriveva Margo Jefferson, docente alla Columbia University, alla notizia della morte di Michael Jackson, quando tutto il mondo era scioccato dalla perdita improvvisa. La sua "rosea" prospettiva, però, era molto distante dalla realtà. I rumours sull'artista, infatti, non si fermarono neanche dopo la morte, culminando nelle accuse di Wade Robson e James Safechuck che nel documentario "Leaving Neverland", uscito qualche mese fa, hanno raccontato di ripetuti abusi sessuali, iniziati quando erano bambini. Ora, a distanza di anni, anche lei si è resa conto delle proporzioni del "caso Jackson" decidendo di rimettere mano al suo saggio del 2006, "Su Michael Jackson", scritto quando il declino di Michael era già iniziato, ma lui era ancora vivo.

Al termine delle tragedie shakespeariane, il palcoscenico è sempre disseminato di cadaveri e una figura autorevole e serena li osserva, promettendo di mantenere vivo il ricordo di quell'orrore e di mettere fine al caos.

La storia di Michael Jackson, il Re del pop

Raccontare la storia del Re del pop non è un'impresa semplice. Su Michael Jackson è stato detto di tutto, spesso confondendo verità e dicerie. Settimo di dieci figli, mostrò fin da piccolo il suo straordinario talento. Bambino prodigio, si esibiva nel gruppo di famiglia messo su dal padre, i "Jackson 5". In poco tempo scalò le vette del successo mondiale, diventando una vera star. La gente lo idolatrava e venerava la sua musica, da Thriller a Bad. Michael, però, non era una di quelle personalità facili da incasellare: eccentrico oltre ogni dire, sottoponeva il suo corpo a continue trasformazioni. Nonostante l'affetto del grande pubblico non riuscì mai a dimenticare la sua infanzia violenta. I suoi demoni continuavano a perseguitarlo, si circondava di bambini provando a dare loro quello che lui non aveva mai avuto, ma proprio questi rapporti così stretti hanno segnato un'altra lettura del suo personaggio, trasformando l'affascinante rockstar in un orco. Assolto dal processo del 2003 anche grazie alle testimonianze di quelli che ora lo accusano, Jackson visse il resto dei suoi anni in un costante clima di luci e ombre, spegnendosi all'improvviso per un arresto cardiaco causato da un'overdose di propofol, a poche settimane dell'inizio del nuovo tour. Al di là di tutto, delle rivelazioni o del mistero intorno alla sua morte, non restano che poche certezze: Michael Jackson è l'artista che ha venduto di più nella storia della musica, in particolare con il suo album "Thriller". Se è vero che l'arte deriva dall'uomo, non si può certo dire che abbia gli stessi limiti.