Avrebbero truccato concorsi per assegnare incarichi e abilitazioni ai docenti, spartendosi le cattedre universitarie tra di loro. Questa la pesantissima accusa nei confronti di sette docenti universitari arrestati questa mattina dagli uomini della Guardia di Finanza di Firenze nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla locale Procura della Repubblica e che vede tra gli indagati anche altri 22 professori universitari per i quali è scattala la misura dell'interdizione dalle funzioni di professore universitario e da quelle connesse ad ogni altro incarico accademico per la durata di 12 mesi.

Gli indagati per corruzione sono complessivamente 59. Gli arrestati sono finiti tutti ai domiciliari come disposto dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, su richiesta di arresto dei pm fiorentini Luca Turco e Paolo Barlucchi che si sono occupati dell'inchiesta. Gli stessi pm, nell'ambito dell’operazione denominata "Chiamata alle armi", hanno anche ordinato più di 150 perquisizioni presso uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali, eseguite questa mattina dalle Fiamme Gialle. Tra gli indagati figura anche l'ex ministro delle Finanze Augusto Fantozzi.

Le indagini erano partire alcuni mesi fa a seguito della notizia del tentativo di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore universitario, candidato al concorso per l'Abilitazione Scientifica Nazionale all'insegnamento nel settore del "diritto tributario", a ritirare la propria domanda per favorire un altro concorrente in possesso di un curriculim notevolmente inferiore. In quella occasione, all'aspirante docente invitato al ritiro era stato promesso un interessamento con la competente Commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata.

I successivi accertamenti da parte dai finanzieri del nucleo di Polizia tributaria di Firenze hanno permesso di accertare l'esistenza si sistematici accordi corruttivi tra numerosi professori di diritto tributario di vari Atenei d'Italia per rilasciare le abilitazioni secondo logiche di spartizione territoriale. Molti dei docenti interessati dalla indagini infatti erano componenti di diverse Commissioni nazionali per le procedure di Abilitazione Scientifica Nazionale all'insegnamento nel settore scientifico di diritto tributario. Approfittando del loro ruolo, secondo gli inquirenti, i docenti però valutavano gli aspiranti professori  non in base a criteri meritocratici ma orientandosi per soddisfare interessi personali, professionali o associativi.