Alla fine gli sfidanti saranno sei. Tra ritiri e candidature dell’ultima ora si è completata la rosa dei pretendenti alla segreteria del Pd. I termini per presentare la candidatura, dopo la raccolta delle firme, sono scaduti oggi pomeriggio alle 18. E tutti i candidati annunciati sono riusciti a presentare le firme necessarie per partecipare al Congresso. Nicola Zingaretti e Maurizio Martina sembrano i favoriti della vigilia, come hanno dimostrato anche i sondaggi finora pubblicati. Al Congresso i renziani andranno divisi, con la candidatura – annunciata solo ieri – del ticket composto da Roberto Giachetti e Anna Ascani. Francesco Boccia, Dario Corallo e Maria Saladino sono gli altri tre candidati.

Anche oggi non è mancata la polemica interna al partito, sollevata da Boccia sulla candidatura di Giachetti-Ascani che hanno raccolto le firme via mail, una possibilità non contemplata, secondo Boccia: “Io sono andato a raccogliere le firme fisicamente in ogni angolo d'Italia. Giachetti e Ascani hanno dato una mail, non è regolare, non esiste una raccolta di firme via mail”, afferma.

Il primo ad aver annunciato la candidatura, ormai parecchi mesi fa, è stato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Che dopo aver consegnato le firme al Nazareno, come tutti gli altri candidati, ha parlato con i giornalisti: “Non prendiamoci in giro, dobbiamo cambiare tutto e aprire una nuova fase di rapporto con la società italiana. Per riconquistare la fiducia bisogna avere idee nuove e rinnovare un gruppo dirigente segnato  dalla storia di questi anni. Io da parte mia ce la metterò tutta, con passione, con coraggio. Bisogna salvare il partito per salvare l'Italia”.

Maurizio Martina è alle prese con il dialogo con l’ala renziana del partito. A fare da tramite è Lorenzo Guerini. Il sostegno dei renziani è certo, ma non tutti hanno aderito. Non solo Giachetti e Ascani che hanno preferito scendere in campo in prima persone. Ma anche altre personalità come Teresa Bellanova, che ha fatto sapere di non sostenere nessuno in questo Congresso. Martina può invece contare sull’appoggio di Matteo Richetti, che soli pochi giorni fa ha rinunciato alla sua candidatura per aiutare Martina. “Adesso è il momento di unire e di aprire il Pd – afferma l'ex ministro –. Dobbiamo costruire tutti insieme questa proposta per l'alternativa alla destra. Credo in un congresso partecipato, aperto e sulle idee. Rompiamo gli schemi del passato e costruiamo le ragioni della nostra nuova appartenenza”.