Salgono a cinque i pretendenti per la poltrona di segretario del Partito democratico. Ieri, con un video su Facebook, il deputato Francesco Boccia ha annunciato la sua discesa in campo. Nel video, girato in un mercato del Sud, Boccia ha spiegato le sue idee per rilanciare il partito, con uno sguardo particolare ai giovani. Oltre a Boccia in corsa per la segreteria del Nazareno ci sono Nicola ZingarettiMatteo Richetti, Cesare Damiano e Dario Corallo. Quest'ultimo, il più giovane dei candidati, ha 30 anni, laureato in filosofia, membro della Segreteria nazionale dei Giovani Democratici dal 2016 con la delega alla comunicazione, iscritto al Partito Democratico fin dalla sua fondazione alla sezione del Laurentino 38, nella periferia di Roma, correrà per contendere la segreteria a Nicola Zingaretti, a Matteo Richetti e Francesco Boccia. Corallo ha lavorato anche al fianco di Maurizio Martina al ministero delle Politiche agricole.

Cesare Damiano ha annunciato la sua candidatura sabato, durante i lavori della componente di sinistra interna al Pd LaburistiDem, di cui è leader. "La mia candidatura è in campo – ha detto l’ex ministro del Lavoro – da questa assemblea lancio una proposta, un appello in primo luogo a Zingaretti, e poi a tutti coloro che si candidano nell’area di sinistra del Pd, per ridare al nostro Partito un forte radicamento popolare. Apriamo un cantiere da subito per definire un programma unitario, una squadra plurale ma coesa, una leadership unitaria all’insegna della discontinuità".

Francesco Boccia ha 50 anni, economista, sposato con l’ex ministra forzista Nunzia De Girolamo, ha risposto ad alcune domande sul Corriere della sera. Il Pd, "con qualche selfie di troppo, è riuscito a passare per il partito che era vicino ai potenti, alle banche, agli industriali, alle grandi organizzazioni", ha dichiarato Boccia, aprendo poi al dialogo con il M5s. "Non è uno scandalo dialogare su alcune misure", ha spiegato, "il Pd deve avere l'umiltà di dire ‘tornate a casa' ai tanti elettori che si sentivano traditi e hanno votato per loro. Al Sud è stato un plebiscito. Ma adesso che i 5 Stelle al governo si sono messi nelle mani della destra di Salvini, la protezione e il futuro sono a rischio". Boccia ha indicato nel Sud la "priorità assoluta": "Io non sarò un nuovo segretario, sarò al limite un segretario nuovo. Non sono il candidato di nessuno". Su Michele Emiliano, governatore della Puglia, ha detto: "mi lega un rapporto fraterno, è stato molto coraggioso perché ha capito per tempo lo scollamento tra il popolo e le élite".

Sulla candidatura del presidente della Regione Lazio Zingaretti, Boccia ha detto: "Lo sentirò a ‘Piazza Grande' e mi farò un’idea, ma non criticherò nessuno. Chi si candida è mio alleato per la ricostruzione del Pd, non avversario. Io lavorerò sull’ascensore sociale. Il Pd deve essere il partito che consente agli ultimi di avere le opportunità dei primi". E a proposito di Matteo Richetti: "È sempre stato un riformista, ma anche lui è finito travolto dal renzismo".

I giovani dem sfidano i dirigenti nazionali

Elemento di novità è la candidatura di Dario Corallo ha annunciato la sua candidatura alle primarie del Pd: "Quanto state per leggere qui sotto potrà sembrarvi uno scherzo, ma non lo è. Ve la faccio estremamente breve e arrivo subito al punto: mi candido alle primarie del Pd", ha scritto Corallo in una nota che contiene anche una sua foto. "L'ho scattata ieri alla marcia della pace. E benché io oggi non riesca a camminare dal dolore alle gambe, sono contento. Sono contento perché ho rivisto quello che naturalmente dovrebbe essere il nostro popolo, quello fatto di tante persone che sono mosse dal solo desiderio di cambiare un pezzetto di mondo. Quello che vedete – ha aggiunto – è lo stesso popolo che negli anni i nostri dirigenti ci hanno detto che avremmo dovuto odiare, quello fatto di persone che militano in altri partiti o in associazioni che hanno avuto da ridire su alcune cose fatte dal Pd e che, invece che essere ascoltate, sono state insultate". Secondo Corallo "è inutile che i nostri dirigenti si facciano due dei 25km di marcia giusto il tempo di farsi la foto giusta, poi fatta girare ad arte. È inutile se poi, quando governi, vai in direzione opposta e contraria. È inutile se poi, quando perdi, dici che quel popolo non ha capito. È inutile perché quel popolo lì non vi crede più. E sinceramente a non credervi siamo in tanti".