Sulla vicenda Diciotti è stata seguita la linea politica del governo, quindi "mi assumo la piena responsabilità politica di quello che è stato fatto". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte rispondendo ad una domanda sull'autorizzazione a procedere chiesta dal Tribunale dei ministri di Catania, che verrà votata domani in Senato, nei confronti del ministro degli Interni Matteo Salvini, aggiungendo che se avesse ritenuto illegittima la linea seguita sarebbe intervenuto.

Conte sembra quindi sposare la linea ripetuta dalla Lega e da parte del M5S in questi giorni come un tam tam: se si processa Salvini si processa tutto il governo. "Non sarò io a suggerire ai senatori come devono votare sulla vicenda Diciotti. Sono in conflitto d'interesse, essendo il responsabile della gestione della vicenda", ha precisato poi il premier – "Io sono il garante del governo", ha spiegato. La maggioranza si spaccherà? "Non posso prevedere cosa succederà. Per me la vicenda Diciotti rientra nella gestione del governo. Questa vicenda non può essere estranea dal governo", ha sottolineato. "La vicenda si inquadra nell'ambito della politica sulle migrazioni che abbiamo seguito. Mi sentirei in conflitto d'interesse nel giudicare il mio stesso operato".

Per quanto riguarda il caso della nave Sea Watch 3, ancora in stallo, invece ha spiegato che "sono arrivate disponibilità di Germania, Portogallo, Malta, Francia e Romania", per accogliere i 47 migranti. "Si lavora sempre su base volontaria, serve un meccanismo che funzioni in modo automatico e condiviso, non possiamo soffrire sempre l'emergenza. Serve un meccanismo europeo che una volta per tutte trovi una soluzione non emergenziale e non tramite solo cinque o sei Paesi". 

"Non c'è l'ordine di sbarco ma si invita l'Italia ad offrire assistenza sanitaria, cosa che sta già facendo e generi di conforto per provvedere alla vicenda". Al suo rientro da Cipro il presidente del Consiglio ha anticipato che ci sarà un vertice con i vicepremier Salvini e Di Maio per valutare la situazione.