La questione del presepe e dei canti natalizi nelle scuole è ancora al centro del dibattito politico in vista dell’arrivo delle festività. E il tema viene portato in Parlamento durante il question time alla Camera: a rispondere sul tema, come già fatto negli scorsi giorni, è il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, assicurando che il suo impegno è quello di rendere la scuola il luogo in cui sottolineare “i valori fondanti della nostra cultura, come la celebrazione del Santo Natale”. Il ministro dell’Istruzione, mostrandosi sulla stessa linea di Matteo Salvini, parte dalla convinzione che “i simboli della tradizione cattolica, come il presepe e i canti natalizi, fanno parte della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni e della nostra identità”. “L’impegno che assumo – prosegue il ministro – è vigilare affinché la scuola possa rappresentare il luogo in cui sono valorizzate, e non messe da parte, le più alte espressioni dei valori fondanti della nostra cultura, come la celebrazione del Santo Natale”.

Bussetti risponde all’interrogazione del parlamentare della Lega Rossano Sasso: “Sono a conoscenza delle iniziative assunte da alcuni dirigenti scolastici e docenti, che hanno deciso di rimuovere il presepe dalle scuole e di censurare alcuni canti natalizi, trascurando alcune tradizioni condivise che fanno parte del bagaglio affettivo degli studenti, anche in tenera età, e delle loro famiglie. Sono consapevole che tali iniziative hanno ferito la sensibilità di tutti, suscitando la disapprovazione non solo dei cattolici, ma anche di alcuni rappresentanti delle comunità islamiche, che hanno dichiarato di non disapprovare la celebrazione del Natale nelle scuole”.

Per questi motivi il ministro prosegue: “Ritengo che la comunità scolastica non possa essere avulsa dalla società, ma costituisca un luogo d'elezione per la crescita anche interiore degli studenti e debba necessariamente tenere conto del contesto culturale e sociale nel quale gli stessi vivono, non rinunciando ad alcune ritualità condivise e costitutive della comunità stessa. La scuola quindi, in un'ottica di vera inclusione, realizzata anche attraverso la condivisione dei simboli costitutivi della storia e della cultura di questo Paese, può valorizzare le nostre tradizioni”. Per Bussetti è “noto come le lezioni durante il periodo delle festività natalizie siano sospese proprio in virtù della matrice cattolica di tale ricorrenza. Essere inclusivi significa condividere e comprendere la cultura del paese in cui si vive, anche attraverso le sue tradizioni”.