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16 Luglio 2021
12:45

Verona, sacerdote non riconosce la figlia. Il giudice: “Non è obbligato a fare il genitore”

Una figlia nata da una relazione avuta con una donna che frequentava la sua parrocchia nel Veronese che però il sacerdote si è rifiutato di riconoscere. E il gip, dopo la denuncia della madre della piccola nei confronti del parroco per “violazione degli obblighi di assistenza familiare”, ha dato ragione all’uomo di Chiesa che intanto ha scelto di proseguire il suo ministero: “Non può essere obbligato ad avere un rapporto con la figlia”, scrive il giudice.
A cura di Chiara Ammendola
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Immagine di repertorio
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È una storia complessa quella che giunge dal Gardesano, nel Veronese, dove un sacerdote si è rifiutato di riconoscere la figlia pur essendo il padre biologico e il tribunale di Verona ha riconosciuto il suo diritto a non esercitare il suo ruolo di padre né a instaurare una relazione con la figlia naturale. Il motivo, secondo il gip, è che risiede nel fatto che il prete, pur avendo avuto una figlia, ha deciso di continuare il ministero di sacerdote cattolico ed è stato autorizzato a farlo dalla commissione clericale, e per questo "non può essere forzato ad avere un atteggiamento paterno".

La vicenda, riportata da Corsera, inizia nel 2015 quando il parroco, all'epoca sacerdote in una chiesa nel Veronese, inia una relazione amorosa con una donna di 43 anni di origini tedesche residente nel Gardesano: un legame, quello tra i due, dal quale nasce una bambina nel 2017, bimba che secondo la donna era voluta da entrambi. La piccola però al momento della nascita viene riconosciuta solo dalla madre poiché il prete-papà si rifiuta asserendo di non voler fare il genitore. A quel punto, il parroco, dopo aver abbandonato la compagna e la figlia, "dopo 5 settimane dal parto", si rivolge alla Chiesa confessando l’accaduto, e così dopo aver effettuato "un percorso di presa di coscienza ed autoesame", viene autorizzato a continuare il suo ministero, e venendo traferito dal Veronese al Friuli.

Ed è proprio in base a questa scelta del parroco e della Chiesa, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Verona, Paola Vacca, ha accolto la richiesta di archiviazione formulata al termine dell’inchiesta dalla pm Valeria Ardito, e ha stabilito che il sacerdote, avendo deciso di continuare a svolgere il ministero, non può essere forzato ad avere un atteggiamento paterno. Per questo la madre della piccola, che aveva denunciato il parroco per "violazione degli obblighi di assistenza familiare", potrà richiedere all'uomo solo un sostegno di natura economica così come disposto dal giudice che scrive: "Non si rinvengono profili di rilevanza penale nel fatto denunciato". Se il contributo che lui già versa non fosse abbastanza, l’ importo può essere aumentato d’autorità dal Tribunale. Penalmente, però, non ha colpe.

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