L’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, ha appena iniziato a esaminare i dati del vaccino Pfizer e BioNTech, già approvato dai 16 anni in su, e lo stesso sta facendo negli Usa l’agenzia Fda, per estenderne l'uso anche alla fascia d'età tra i 12 e i 15 anni: l'obiettivo è immunizzare contro il Covid, dopo la popolazione adulta, anche i più giovani, possibilmente prima dell'inizio della scuola, in programma il prossimo settembre, per permettere lo svolgimento delle lezioni in presenza e senza la preoccupazione di nuovi eventuali contagi. Ma il vero obiettivo è quello di vaccinare anche i più piccoli, i bambini sotto i 12 anni. È quanto ha affermato Roberto Cauda, direttore dell'Unità operativa di Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma, intervenuto alla trasmissione Agorà su Rai3. Secondo l'esperto, "ovviamente il vaccino deve essere efficace e sicuro". Anche perché "non esistono vaccinazioni che escludano delle fasce d'età – ha sottolineato Cauda -. Tutte le vaccinazioni, sappiamo bene, si fanno in età pediatrica".

Inoltre "c'è questo grosso dibattito" relativo al fatto "che, se non viene vaccinata l'intera popolazione c'è il rischio che avremo una sorta di endemia nei più giovani". Una fascia di popolazione in cui "magari la malattia" Covid-19 "non si palesa, ma ci sono le infezioni", Sars-CoV-2 circola e il pericolo è che "prima o poi il virus vada incontro a mutazioni con varianti che possono rendere meno efficaci gli attuali vaccini".

Tutto dipenderà, dunque, dalle sperimentazioni, che non solo Pfizer sta conducendo su bambini e adolescenti, ma anche Moderna, e dal via libera delle autorità regolatorie che arriveranno in estate. L'Ema, in particolare, ha avviato la valutazione della richiesta di estensione dell'uso di Comirnaty, il vaccino anti-Covid di Pfizer e BioNTech, negli adolescenti di età compresa tra 12 e 15 anni. L’Agenzia ha chiarito che a giugno dovrebbe comunicare l'esito della valutazione, "a meno che non siano necessarie informazioni supplementari". Secondo l’immunologo Sergio Abrignani, dell'Università Statale di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico "all'inizio dell'anno scolastico potrebbero essere vaccinati bambini e ragazzi. Questo potrebbe voler dire aver vaccinato molto prima feste di Natale tutti gli adulti e tutti i bambini che vogliono farsi vaccinare", anche se per la fascia d'età dai 0 ai 2 anni i tempi potrebbero essere più lunghi.