C'è ancora speranza per Paolo Chillè, giovane di Messina affetto da sarcoma fibromixoide, dichiarato inoperabile in Italia. Paolo e la sua famiglia  sono attesi  da un'equipe di medici che proveranno terapie sperimentali, al  Sarcoma Oncology Center research della California il prossimo 23 ottobre per ridurre il tumore di tredici centimetri e, sperare, in un  intervento chirurgico. Paolo attualmente è sottoposto a una cura palliativa di morfina, giorno e notte, efficace solo per alleviare i dolori. Un tumore raro in grado di "mangiare le ossa". Sono stati raccolti, attraverso l'appello di Paolo e la sua famiglia, circa 150 mila euro. Purtroppo sono ancora insufficienti per affrontare le costose cure sperimentali e l'eventuale intervento.

"In America ci sono le cure e le terapie sperimentali – ha detto ai microfoni di Fanpage la madre di Paolo, Angela Barillà – ma tutto questo comporta dei costi allucinanti: dal viaggio, l'alloggio, dalle cure di quasi 50 mila euro, fino al costo dell'intervento di circa 500 mila euro. Mi auguro che la prima cura che gli verrà fatta dia subito buoni risultati".

La raccolta fondi su Gofoundme è ancora aperta dove è possibile donare attraverso Iban: IT66N0200816530000105593477 Intestato a Paolo Chillè, Causale: Donazione per Paolo.

"Finalmente potrò partire per l'America – ha detto Paolo Chillè – dove ad attendermi ci sarà un equipe di medici disposti a studiare il mio caso e trovare una terapia sperimentale che mi permetta a non avere più dolori. La lunga degenza però prevede costi molto elevati e solo grazie al vostro intervento potrei riuscire a ritornare a sorridere perché ho una gran voglia di vivere, di lottare, ho dei progetti che avrei desiderio di realizzare".

LA STORIA DI PAOLO

Paolo, 28anni di Messina, è affetto da una rara forma di tumore da 4 anni. Si tratta di un sarcoma in fase metastatica all’interno della gabbia toracica che gli ha causato una frattura alle iliache e metastasi sparse nelle costole. La chemioterapia e la radioterapia non sono bastati per risolvere il problema, anzi è arrivato addirittura in isolamento e per riprendersi ha subìto due trasfusioni di sangue. Un tumore raro che è difficile trovare una cura adatta per il forte dolore perché è in grado di "mangiare le ossa". Paolo è stato costretto a sottoporsi ogni tre mesi ad una radioterapia mirata, ma i risultati non hanno portato a nessun risultato.