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Un anno dopo si continua a cercare Michele Cilli, la famiglia: “Vogliamo solo un corpo su cui piangere”

A quasi un anno dalla scomparsa e dal presunto omicidio non è stato ancora trovato il cadavere del 24enne di Barletta, Michele Cilli. Due le persone a processo. “Vogliamo solo un corpo su cui piangere”, la richiesta dei famigliari.
A cura di Chiara Ammendola
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Michele Cilli (Facebook)
Michele Cilli (Facebook)

La famiglia di Michele Cilli chiede solo un corpo su cui piangere. Dopo quasi un anno dalla scomparsa e dal presunto omicidio del 24enne di Barletta, non è stato ancora trovato un cadavere: le ricerche però continuano e gli esperti sono ora passati all'utilizzo di un geolocalizzatore di ultima generazione “capace di trovare corpi sepolti nel sottosuolo fino a sei metri di profondità".

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti nelle lunghe indagini che hanno poi portato all'arresto di due uomini, nella notte tra il 15 e il 16 gennaio di quest'anno, Michele Cilli sarebbe stato sequestrato, ucciso e il suo corpo fatto poi sparire. A processo con rito abbreviato sono finiti Dario Sarcina e Cosimo Damiano Borraccini, accusati rispettivamente di omicidio volontario e concorso in soppressione di cadavere il secondo. Il movente di questo cruento non omicidio non è mai stato chiarito ma tra Sarcina e Cilli è noto che ci fossero dissapori e che il primo avesse minacciato il secondo in più di un'occasione.

Michele Cilli, le ricerche della polizia
Michele Cilli, le ricerche della polizia

A sostenere la famiglia di Michele in questo lungo iter e soprattutto nella ricerca del corpo del figlio c'è il criminologo Gianni Spoletti che si è recato su uno dei luoghi in cui si ipotizza possa essere stato sepolto Cilli: “Siamo qui perché uno degli indagati, Cosimo Damiano Borraccino – spiega – è venuto due volte quella notte fatidica del 16 gennaio, secondo le coordinate della procura. Qui ha sostato per ben due volte: la prima per 5 minuti e la seconda volta alle 7 della mattina è ritornato qui e ci è rimasto per due ore”.

Le ricerche con “il georadar carrellato della MHE detector”, si sono concentrate in contrada Vicinale cavaliere, nella campagne di Barletta perché “abbiamo ricevuto delle indiscrezioni e stiamo cercando di capire se quanto ci è stato riportato, potrebbe trovare riscontri”. “Queste – continua il criminologo – sono indagini suppletive che stiamo svolgendo e facendo per conto della famiglia e dell’avvocato Michele Cocchiarole, siamo qui per capire che cosa potremmo fornire ancora agli inquirenti prima del 15 dicembre” quando ci sarà l’altra udienza del processo.

Michele Cilli
Michele Cilli

“Per noi lo scopo principale è quello di trovare il corpo di Michele – conclude Spoletti – non smetteremo mai di farlo perché finché non avremo la certezza matematica che Michele Cilli non esiste più, non c'è più niente di lui, la speranza resta. La speranza deve rimanere viva,  è una speranza a cui noi teniamo tantissimo e che cerchiamo di portarla fino alla fine di questa tristissima storia perché sono 11 mesi che andiamo avanti. Sarebbe giusto per la famiglia trovare il corpo del congiunto”.

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