Partita dalla Bielorussia a 7 anni dopo Chernobyl, Tatiana ritrova la famiglia che la ospitò in Italia

"Ho trovato la famiglia italiana che mi ha ospitata, vi ringrazio di cuore per tutto il vostro sostegno e per l'aiuto che mi avete dato". Con queste poche righe Tatiana, la 41enne nata in Bierlorussia e ospitata in Italia da bambina durante un programma post-Chernobyl, ci dice di aver trovato la famiglia che la accolse nel 1992, quando aveva 7 anni.
Su Fanpage.it avevamo condiviso il suo appello e raccontato la sua storia, nella speranza di aiutarla a ritrovare le persone che fecero questo "gesto di grande generosità che non ho mai dimenticato", ci aveva spiegato.
"Sono nata a Mozyr, in Bielorussa, e nell’estate 1992 sono arrivata in Italia con un gruppo di bambini provenienti dalla stessa città. Ricordo l’arrivo a Roma, seguito da un trasferimento in autobus verso una località non lontana dal mare", aveva scritto Tatiana nel suo appello.
"Purtroppo, non ricordo il nome della famiglia né la città esatta, ma conservo un ricordo molto affettuoso di quel periodo e desidero ritrovare la famiglia che mi accolse. Qualsiasi informazione, anche minima, sarebbe per me di grande valore umano e personale", proseguiva il messaggio.
Dopo tanti anni di ricerche infruttuose, la famiglia è stata finalmente rintracciata a San Benedetto del Tronto, grazie alla sezione abruzzese dell'Associazione Penelope. Tatiana si è infatti rivolta ad Alessia Natali, presidente di Penelope Abruzzo, che abbiamo contattato.
"Abbiamo fatto appelli e ricerche mirate. La bambina che è in foto con Tatiana si è riconosciuta insieme al fratello e all'altra bambina, Svetlana, che Tatiana ci aveva indicato come ‘Sveta', un diminutivo che utilizzava all'epoca", ci racconta.
La 41enne, che oggi vive in Austria e lavora come psicoterapeuta, aveva infatti allegato al suo appello una fotografia che la ritraeva insieme agli altri tre bimbi. Una di loro, Svetlana, è di origini bielorusse come lei.

In queste settimane le segnalazioni sono state tante, anche a Fanpage.it alcune persone hanno scritto di aver riconosciuto Tatiana. La presidente di Penelope Abruzzo ci parla di una segnalazione in particolare: "Quando ci hanno mandato alcune foto e le abbiamo mostrate a Tatiana, lei non si è riconosciuta, nonostante somigliasse abbastanza alla bambina ritratta".
E aggiunge: "Abbiamo verificato con gli enti che si occupavano di questi trasferimenti, anche se nel '92 non c'era ancora nulla di ufficiale. C'erano anche persone che singolarmente si mettevano in contatto con la Bielorussia per portare qui i bambini. Dal '94, se non sbaglio, sono stati creati canali ufficiali".
Al momento Tatiana e le persone che l'hanno ospitata non si sono ancora sentite direttamente, c'è stato uno scambio di messaggi mediato da Penelope, e, ci spiega Natali, non c'è nell'immediato la possibilità di organizzare un incontro. Ma, precisa, "il desiderio è quello di farlo insieme prossimamente per chiudere questo cerchio".