Dopo la morte della commerciante 69enne Clara Ceccarelli, massacrata venerdì sera nel suo negozio di calzature a Genova con decine e decine di coltellate dall’ex compagno Renato Scapusi, la Procura e le Forze dell'Ordine stanno vagliando episodi del passato che avevano scosso la donna e il figlio disabile: dai danneggiamenti e gli imbrattamenti davanti al suo negozio in via Colombo (dove poi è stata uccisa) alle lettere anonime di insulti a entrambi indirizzate. Proprio davanti all'esercizio commerciale qualche mese fa il figlio, di quasi trent'anni anni, aveva anche subito una rapina: gli era stato rubato il borsello con dentro 20 euro. La madre aveva sporto subito denuncia, contattando le forze dell’ordine direttamente dal suo negozio. I carabinieri che avevano condotto l’indagine non erano, però, stati in grado di risalire all’autore. Nella zona dove era avvenuta l’aggressione non c’erano telecamere utili e il figlio della commerciante interrogato dai militari non era riuscito a riconoscere il malvivente.

Perché l'assassino ce l'aveva col figlio di Clara

Gli inquirenti non escludono che quella persona possa essere Renato Scapusi, ora in carcere a Marassi. "Una persona disturbata, ludopatica, sempre alla ricerca di denaro" scrive il Secolo XIX e che negli ultimi mesi per una decina di volte ha tentato di uccidersi, minacciando di lanciarsi da scogliere, ponti, viadotti e che è stato arrestato dalla polizia poche ore dopo il delitto mentre cercava di suicidarsi all’altezza dell’ospedale Galliera. Dalle carte dell’inchiesta del pm Giovanni Arena, è emerso "un odio e un risentimento fortissimo e inspiegabile" dell’artigiano ed ex compagno di Clara nei confronti del figlio della donna. I motivi? La prima ipotesi è quella di una sorta di vendetta nei confronti della 69enne che lo aveva lasciato e peraltro licenziato dal negozio di via Colombo. La seconda, invece, che gli inquirenti ritengono più probabile, è che Scapusi, sempre alla ricerca di soldi per giocare a videopoker o gratta&vinci abbia scelto proprio il figlio di Clara perché lo riteneva una vittima semplice da derubare.

Le lettere anonime con insulti

E che il killer di Clara ce l'avesse col figlio della donna si desume anche dalle lettere minacciose, con pesanti offese, nei confronti del ragazzi disabile. Lo aveva raccontato la stessa donna alla polizia il 30 marzo 2020, quando si era presentata al commissariato per sporgere denuncia dopo aver subìto i danni in negozio. Renato infatti la tormentava in modi assurdi, perfino sporcando con escrementi le vetrine del suo negozio: "Non sono sicura, ma credo che l’autore di quei gesti sia il mio ex compagno…". Con lui, aveva detto la donna, i rapporti erano diventati "intolleranti, causando anche il suo allontanamento dalla mia abitazione".

La donna si era pagata il funerale

Parole che solo ora assumono un inquietante significato. "Clara due settimane fa si era andata a pagare il funerale. Non voleva gravare sull’anziano padre e sul figlio. Forse aveva capito che sarebbe finita male" ha raccontato uno dei commessi che lavorava nel negozio della 69enne genovese, Herbert Lima. Eppure "non risultano denunce a carico dell’uomo o altri procedimenti", ha detto il procuratore capo Francesco Cozzi.