Femminicidio a Loreto, la 33enne Luigia Fortunato è stata uccisa a coltellate: l’ex marito ha confessato
Una giovane donna, Luigia Fortunato, è stata trovata morta nella tarda serata di ieri, giovedì 9 luglio, in un'abitazione in via Bramante a Loreto, nella provincia di Ancona. La vittima, una trentatreenne, è stata brutalmente uccisa a coltellate. Ad ammazzarla sarebbe stato il suo ex marito, che poco dopo è stato bloccato dai carabinieri. L'uomo avrebbe già confessato il delitto. Sami Khemaies, trentottenne tunisino, era già noto alle forze dell'ordine. Come apprende Fanpage.it, era stato in carcere per reati legati a stupefacenti ed evasione.
Il femminicidio si sarebbe consumato, stando alle prime informazioni, al culmine di una lite tra i due, che stando a quanto apprendiamo non avevano più una relazione affettiva ma erano ancora conviventi. Dopo il delitto, l'uomo sarebbe stato notato in strada da alcuni residenti e poi lui stesso, ancora sporco di sangue, si sarebbe recato dai carabinieri a Porto Recanati (Macerata) per costituirsi e ammettere le proprie responsabilità. Stando alle testimonianze, apparentemente in stato di choc l’uomo da subito avrebbe detto di aver ucciso la sua ex compagna.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e intanto la centrale operativa del 118 ha inviato i soccorsi nella casa teatro del delitto, ma quando hanno raggiunto la giovane donna era ormai troppo tardi: troppo gravi le ferite inferte con un coltello, ogni tentativo di rianimarla si è rivelato inutile. La vittima è stata raggiunta da numerosi fendenti infetti all’addome dall'ex.
Stando alle prime informazioni, Luigia Fortunato era originaria di Cerignola ma da anni viveva a Loreto: lascia un bambino avuto con il presunto omicida. Il piccolo al momento del delitto non si trovava in casa con loro ma era dalla nonna materna. I principali motivi di conflitto tra i due, a quanto emerso, sarebbero stati legati proprio alla gestione del bambino.
L'uomo bloccato nella serata di giovedì attualmente si trova nel carcere di Ancona. Il trentottenne è accusato di omicidio volontario pluriaggravato: le indagini sono condotte dai carabinieri di Osimo, guidati dal colonnello Gianluca Ciglio, e coordinate dal sostituto procuratore Rosario Iannello.