Omicidio Loreto, l’ex ribadisce: “Ho ucciso Luigia e mi sono costituito”. Il figlio era a casa della nonna

Era a casa con la nonna materna il figlio di 8 anni di Luigia Fortunato, la 33enne uccisa a Loreto dall'ex compagno Sami Khemaies, 39enne tunisino e padre del bambino. La donna sarebbe stata raggiunta da molte coltellate nell'abitazione di via Bramante 194 dove i due vivevano, al culmine dell'ennesima lite.
Il femminicida oggi in carcere ha visto il proprio legale l'avvocato Simone Matraxia e ha confermato quanto confessato ieri sera in caserma ai carabinieri di Porto Recanati e Osimo. Dopo il delitto, era uscito insanguinato e barcollante dall'abitazione e poi si era costituito: nella notte è stato formalizzato il fermo per omicidio volontario aggravato. Dopo la confessione del 39enne, i carabinieri avevano fatto irruzione nella casa e avevano trovato il corpo senza vita della donna.
Al momento, non è stata ancora fissata la data dell'udienza di convalida del fermo per Khemaies che dovrebbe slittare a lunedì prossimo. Intanto, il pubblico ministero Rosario Lioniello, che coordina l'inchiesta, ha disposto l'autopsia sul corpo della vittima. "Da due anni lui abitava con l'ex moglie per stare col figlio, poi ognuno faceva la propria vita – ha dichiarato Roberto Cionna, compagno della madre della vittima – Avevano avuto una discussione per il centro estivo del bambino. Era un litigio come può essere quello che fa chiunque, una sciocchezza".
Intanto, è sotto choc tutta la comunità di Loreto. L'amministrazione comunale ha deciso di indire il "lutto cittadino nella giornata in cui si terranno le esequie della 33enne, "una scelta decisione necessaria e fortemente sentita. Quella che oggi ha colpito Loreto è una tragedia che ci addolora umanamente e che segna in modo profondo l'intera nostra comunità – ha spiegato il sindaco Moreno Pieroni -. È il nostro modo per esprimere il più sincero cordoglio alla sua famiglia e, al tempo stesso, un segnale forte che vogliamo dare per condannare con assoluta fermezza ogni forma di violenza contro le donne. Questo femminicidio non colpisce solo una famiglia ma ferisce tutta la collettività ed i valori in cui ci riconosciamo: Loreto è una città in cui ogni giorno tante persone, associazioni e realtà danno dimostrazione di solidarietà, di accoglienza e di pace. Ecco perché un episodio così drammatico ci lascia tutti, comprensibilmente, scossi, ma continueremo a lavorare ancora di più perché Loreto resti un luogo sicuro, aperto e unito, nel quale il rispetto per la vita e per le persone resti sempre il valore più importante", ha concluso.