Uccide la nonna ad Altino, il 25enne Alessandro Carminucci resta in carcere: il giudice convalida l’arresto
Resta in carcere Alessandro Carminucci, il 25enne accusato di aver ucciso la nonna 89enne, Gilda Di Giuseppe, a martellate nell'abitazione di famiglia ad Altino, in provincia di Chieti. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato oggi, sabato 8 agosto, l'arresto del giovane che da qualche giorno era ospite dell'anziana.
Il 25enne, accusato di omicidio volontario aggravato, è rinchiuso nel carcere di Lanciano. Secondo quanto è stato ricostruito nei giorni scorsi, l'allarme è scattato la sera del 5 agosto a seguito di una telefonata fatta da Carminucci a una zia residente a Londra.
I Carabinieri, giunti nella casa della 89enne, hanno trovato la vittima e il nipote in evidente stato confusionale all'interno dell'abitazione. L'autopsia, eseguita ieri sul corpo dell'anziana, è durata circa 5 ore ed è stato condotta dalla medico legale Sara Sablone, incaricata dalla Procura della Repubblica di Lanciano.
L'esame ha confermato che l'anziana è stata colpita con violenza alla testa e al volto con più di 10 colpi inferti tramite oggetti contundenti e armi da taglio. Il deposito del referto ufficiale è previsto entro i prossimi 60 giorni.
La Procura ha concesso il nullaosta per la restituzione della salma alla famiglia in vista dei funerali che si terranno domani, domenica 9 agosto, alle ore 16.30, nella chiesa di Santa Maria del Popolo ad Altino.
"L'udienza non ha aggiunto nulla rispetto alle dinamiche accertate in sede di indagini fino a questo momento, ha confermato lo stato di salute di Alessandro, questa è una vicenda che si conferma essere una vera e propria tragedia, in tutti i sensi", ha detto l'avvocato Luigi Toppeta che difende il ragazzo.
"La sua è una deposizione che conferma il suo stato di salute, ha dimostrato sostanzialmente di non essere nel pieno nelle piene facoltà mentali. Lui alterna momenti in cui pensa di ricordare certe cose ad altri in cui dice di non ricordare nulla, quello che dice è inattendibile".
E conclude: "Si conferma una situazione molto dolorosa per la famiglia, c'è un'unione totale, nessuno dei familiari ha abbandonato il ragazzo, anzi c'è una forte coesione perché questo è, senza togliere nulla ovviamente alla gravità del fatto che comunque è un omicidio, però è frutto di una malattia che purtroppo il ragazzo si porta dietro da un po'".