Uccide il fratello a Tricase, poi avvia videochiamata a mostra il cadavere alla famiglia in Bangladesh

Pochi istanti dopo aver accoltellato a morte il fratello minore, ha preso lo smartphone, ha avviato una videochiamata verso il Bangladesh e ha mostrato ai familiari il corpo senza vita riverso a terra, il coltello da cucina ancora in mano e ha confessato il gesto. È il drammatico dettaglio emerso dalle indagini sull’omicidio avvenuto ieri giovedì 30 aprile a Tricase, nel centro del paese.
La vittima è Shekh Md Noyan (o Md Noyan), 28 anni, mentre l’autore del gesto è il fratello maggiore Sheikh Md Humaun, 33 anni, entrambi cittadini bangladesi. I carabinieri li hanno bloccati sul posto in via Cadorna, dove è avvenuto il fatto poco dopo le 17.30.
Secondo la prima ricostruzione, la tragedia è scaturita da una lite tra i due fratelli, alla presenza di un altro connazionale che ha assistito alla scena e ha dato l’allarme. Humaun è stato arrestato subito dopo l’arrivo dei militari: era in evediente stato di shock, non ha opposto resistenza e ha subito ammesso le proprie responsabilità.
Nella videochiamata – il cui contenuto è rimbalzato su diversi siti di news del Bangladesh – l’uomo avrebbe spiegato ai parenti di aver ucciso il fratello durante una discussione, ripetendo più volte la parola “Bahi” (fratello in bengalese). Da quanto riportato, uno dei familiari all’altro capo del telefono lo avrebbe invitato a chiamare immediatamente i soccorsi, nella speranza che il giovane fosse ancora vivo.
L’esame medico-legale preliminare, effettuato dal dottor Ermenegildo Colosimo all’obitorio dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, ha evidenziato tre coltellate, di cui una sola mortale: quella inferta alla schiena, nella regione lombare.
I due fratelli lavoravano nello stesso bar nella zona del porto del comune in provincia di Lecce. Erano considerarti persone serie e ben inserite nel tessuto sociale locale: entrambi avevano partecipato a progetti di accoglienza e integrazione. Il più giovane era ospitato dal 2023 nel sistema Sai del Comune di Tricase, mentre il maggiore era arrivato in Salento nel 2022. Secondo alcune testimonianze, gran parte dei loro guadagni veniva inviata alla famiglia d’origine in Bangladesh.
I carabinieri, coordinati dalla pm Donatina Buffelli, hanno sequestrato il coltello da cucina usato come arma. Humaun è stato trasferito in carcere a Lecce con l’accusa di omicidio volontario. Nei prossimi giorni è previsto l’interrogatorio di convalida davanti al gip. Gli inquirenti vogliono ricostruire con precisione i motivi della discussione, che secondo alcune indiscrezioni potrebbe avere avuto origine da questioni economiche.