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Tumore al fegato considerato “inoperabile”, paziente di 42 anni salvata con un intervento di otto ore

Una 42enne si è sottoposta a un lungo intervento all’IRCCS De Bellis di Bari per asportare un tumore al fegato. In altre strutture si era sentita dire che la massa era troppo grande e quindi considerata “inoperabile”. A dare la notizia è stato il dottor Leonardo Vincenti, direttore del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell’ospedale: “Caso ai limiti dell’impossibile, senza intervento sarebbe morta”
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A cura di Eleonora Panseri
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Il dottor Leonardo Vincenti, che ha operato per 8 ore la paziente di 42 anni affetta da un tumore considerato "inoperabile".
Il dottor Leonardo Vincenti, che ha operato per 8 ore la paziente di 42 anni affetta da un tumore considerato "inoperabile".

Affetta da un tumore al fegato considerato "inoperabile", una paziente è stata salvata grazie a un intervento di successo durato 8 ore. È successo a Bari, dove il dottor Leonardo Vincenti, direttore del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell'IRCCS Saverio De Bellis, ha operato una donna pugliese di 42 anni che presentava una grande massa tumorale al centro del fegato. Nessuno prima di oggi aveva voluto operare.

“Era un caso ai limiti dell’impossibile e senza intervento sarebbe morta”, ha spiegato il chirurgo, si legge su La Repubblica. Dopo essersi sottoposta alla complessa operazione, la donna è tornata a casa dove ha riabbracciato sua figlia.

La diagnosi e l'operazione

"Tramite un’amica in comune è venuta in ospedale il 13 ottobre – ha raccontato il dottor Vincenti – Abbiamo approfondito il caso con una particolare risonanza magnetica e ci siamo riuniti con l’anestesista, una figura fondamentale, l’oncologo, per verificare se si potesse intervenire con qualche terapia per ridurre la massa, e con il radiologo con il quale abbiamo scannerizzato le immagini. In considerazione della giovane età della paziente, non c’erano alternative valide”.

Come è stato spiegato dal chirurgo stesso, da subito era emersa la complessità dell'intervento, "per la sede del tumore, e per il fatto che bisognava asportare circa tre quarti del fegato e ricostruire le vie biliari nel calibro di millimetri. Ci sono pazienti che possono non uscire vivi dalla sala operatoria dopo un intervento del genere. E poi otto ore è un tempo estremo, la concentrazione dev’essere altissima secondo per secondo”, ha precisato l'esperto.

Il post sui social: "Non ci sottraiamo alle complessità"

Vincenti ha voluto condividere la buona riuscita dell'intervento con un post su Facebook. "Scrivo questo post non con l’intento di ricevere complimenti o attestazioni di stima, ma solo per esprimere con forza un concetto: è più semplice rinunciare (una spietata selezione per mantenere casistiche immacolate!!!!), ma noi non ci adegueremo mai a questo modus operandi", ha scritto il chirurgo.

"Grazie sempre a chi collabora con me e alla dirigenza del De Bellis che ci sostiene in questa missione", conclude.

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