È stato trovato il corpo di Fabio Perini, il pescatore trentaquattrenne di Chioggia che dalla notte tra martedì e mercoledì era disperso al largo di Pellestrina (Venezia). L’uomo era caduto in acqua, per cause ancora da accertare, dal Motopesca Laura Doria. Dall'alba, nell'area di ricerca, erano intervenute la motovedetta CP287 con altre 2 unità della Guardia Costiera di Venezia e Chioggia e un elicottero della Guardia di Finanza, per una ulteriore attività di perlustrazione oltre a quella condotta per tutta la giornata di mercoledì. Il ritrovamento del corpo del pescatore è avvenuto da parte dell'equipaggio di uno dei pescherecci della flotta di Chioggia che insieme ad altri 10 motopesca si erano messi a disposizione della Guardia Costiera di Venezia per supportare le operazioni di ricerca affiancando le unità militari, sotto il coordinamento del Centro Regionale di Soccorso Marittimo del Veneto. Perini è stato individuato a circa 2 miglia dal punto in cui era stato comunicato l'ultimo avvistamento in una zona già perlustrata ieri nel corso delle missioni di ricerca. Probabilmente è riemerso a galla dopo essere stato spostato dalle correnti. La salma del trentaquattrenne è stata poi trasportata presso il porto di Chioggia a disposizione dell'Autorità Giudiziaria per gli accertamenti atti a stabilire le cause del decesso. Proseguono intanto gli accertamenti tecnici della Capitaneria di Porto di Chioggia finalizzati ad approfondire le circostanze dell'accaduto.

 “Spesso dimentichiamo i rischi e gli infortuni ai quali va incontro chi pratica l’attività della pesca lungo le nostre coste – aveva detto nel corso delle ricerche l’assessore regionale alla pesca Giuseppe Pan – La pesca è un mestiere non solo duro e faticoso, ma anche pericoloso. Per questo considero mai sufficienti gli investimenti in salute e sicurezza e miglioramento delle imbarcazioni che, anche attraverso i programmi europei, la Regione continua a sostenere, in collaborazione con le associazioni di categoria”. “Ringrazio i pescherecci e quanti si sono attivati, in supporto alla Capitaneria e alle squadre dei soccorsi del mare e dei Vigili del fuoco – aveva aggiunto Pan – per cercare di ritrovare il pescatore naufragato. Certo, con il passare delle ore, crescono preoccupazione e ansia si attenuano le speranze. Ma in questa tragica vicenda spicca la generosa solidarietà del mare, che ha mobilitato la marineria di Chioggia: è il tratto distintivo del mondo della pesca e di una realtà associativa che rappresenta prima marineria d’Italia per numero imbarcazioni e addetti”.