Trapani: Tempio di Segesta affittato per serate e cene

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L’antico tempio greco nel parco di Segesta affittato a 5mila euro a serata per eventi privati e cene esclusive. Tutto regolare per il direttore del parco archeologico ma l’assessore siciliana ai Beni culturali parla invece di “uso privatistico e pseudoelitario del bene pubblico”

Bastano cinquemila euro per poter organizzare una serata evento tra lo splendido scenario del Tempio di Segesta nel trapanese e festeggiare una ricorrenza con una cena tra amici nel parco archeologico antistante. Come racconta Claudia Brunetto su Repubblica per il momento sono almeno due le serate già organizzate davanti alle colonne dello storico tempio greco dell'antica città di Segesta nell'omonimo parco archeologico. Come racconta sempre Brunetto la concessione è stata data ad un gruppo di facoltosi statunitensi attraverso una società israeliana che ha organizzato il tutto. Tutto regolare fanno sapere dalla direzione del parco, spiegando che il codice dei Beni Culturali prevede la possibilità di un "uso individuale di beni culturali". "È tutto previsto dalla normativa, il programma delle serate è stato vagliato dettagliatamente e ritenuto adeguato alle condizioni di decoro, tutela e sicurezza dell'uso dei beni culturali. Il nostro personale, inoltre, ha vigilato sul rispetto degli accordi e del sito" ha infatti spiegato il direttore del parco Sergio Aguglia,

Non sembra essere però d'accordo l'assessore regionale siciliana ai Beni culturali Mariarita Sgarlata che parla invece di "uso privatistico e pseudoelitario del bene pubblico". "Non è opportuno allestire tavoli e predisporre cene conviviali né davanti, né dentro monumenti storici" ha sottolineato l'assessore. "In linea di principio non sono contraria allo svolgimento di episodi conviviali nei luoghi d'arte: avviene in ogni parte del mondo occidentale" ha precisato Sgarlata aggiungendo però che " i principi guida di opportunità e compatibilità con la destinazione culturale del bene devono essere requisiti essenziali alla realizzazione di eventi del genere".  "Purtroppo questi principi guida vengono spesso disattesi perché sono difficili da codificare dentro un preciso recinto normativo. Sono i soprintendenti, i direttori dei parchi e dei musei a decidere" ha ammesso l'assessore. Per finire c'è poi la questione degli introiti. I soldi raccolti da queste manifestazioni infatti finiscono regolarmente nelle casse della Regione Sicilia che approva l'autorizzazione, ma come molti fanno notare gli introiti non vengono utilizzati direttamente per la manutenzione del bene archeologico perché non vi è un vincolo d'uso.

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