Trapani, “Colpisco 4 compagni musulmani”: le chat del 12enne che ha provato ad accoltellare un prof

Fantasticava di colpire i compagni di scuola musulmani e pensava di restare impunito perché minore di 14 anni. E' quanto emerge dalle chat visionate dagli inquirenti durante le indagini coordinate dalla procura per i minorenni di Palermo. L'autore dei messaggi finiti sotto l'occhio degli inquirenti è il 12enne di San Vito Lo Capo che il 30 maggio ha tentato di accoltellare il suo insegnante di tecnologia alla scuola media Giuseppe Lombardo, nel Trapanese.
Il ragazzino si è presentato davanti al docente armato di due coltelli e con un casco integrale a coprirgli il volto. Aveva anche un cellulare con cui ha cercato di riprendere la scena con il probabile scopo di trasmettere il video in un gruppo Telegram. L'insegnate è riuscito a disarmarlo, ma da le indagini hanno aperto un vaso di pandora fatto di frasi fasciste, xenofobe, e anche la convinzione di restare impunito grazie alla giovane età.
In Italia infatti i minori di 14 non sono imputabili e su avrebbe puntato il giovane mentre pianificava l'aggressione. L'intenzione era stata annunciata, seppur in maniera velata attraverso i suoi profili TikTok che più volte lo aveva bannato dalla piattaforma. Proprio sulla vita online si stanno concentrando le ricerche degli inquirenti per risalire al perché uno "studente modello" – così lo definisce la madre in un'intervista a Repubblica – avrebbe aggredito un insegnante e addirittura pensato di pianificare una strage a scuola.
Lo stesso giornale infatti riporta le chat che il ragazzino avrebbe condiviso online: "I miei bersagli sono tre compagni musulmani della mia classe, un altro immigrato musulmano in un'altra classe e una ragazza nera". Parole che sembrano fare presagire una strage che nei fatti non si è verificata: l'obiettivo del ragazzo è stato infatti un docente italianissimo, e non i ragazzi musulmani.
La volontà di condividere il video dell'aggressione sui social sembra però essere il segnale della vicinanza del ragazzino a un lato del web dove l'apologia del fascismo e la violenza. Una dinamica ormai nota alle Forze dell'ordine che si occupano del fenomeno. Solo poche settimane prima, la Polizia di Stato ha denunciato 13 minorenni a Siena per una lunga lista di reati tra i quali detenzione illegale di armi, propaganda di idee fondate sull'odio razziale, etnico e apologia del movimento fascista e nazista. L'ideologia estremista di destra avrebbe prima iniziato a viaggiare sui social e sarebbe culminata poi con l'acquisto di un fucile e svariate cartucce trovati a casa di due degli indagati.
Spesso il web si è rivelato la porta d'ingresso per ambienti eversivi, e le vittime sono spesso giovanissimi inconsapevoli che vi entrano eludendo il controllo della famiglia. Nel caso di Trapani però starà agli inquirenti di Palermo chiarire se è questa realmente la cornice dell'aggressione con coltelli e cellulare.