Detenzione di armi, apologia di fascismo e odio razziale: la Polizia denuncia 13 minorenni nel Senese
La Polizia di Stato di Siena ha denunciato 13 ragazzi minorenni per i reati di detenzione illegale di armi, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, propaganda di idee fondate sull'odio razziale, etnico e apologia del movimento fascista e nazista.
La Digos (Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali) ha effettuato perquisizioni e sequestri. Tutti i 13 minorenni sono residenti nel Senese. I dettagli dell'operazione "Format 18" sono stati forniti in una conferenza stampa presso la Questura di Siena, nella Caserma di via delle Sperandie.
Il ritrovamento delle armi e l'analisi dei dispositivi informatici
L'attività investigativa, avviata nel luglio 2025, ha preso le mosse da un primo intervento che ha riguardato due ragazzi minorenni. Nelle loro abitazioni gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato un fucile a doppia canna funzionante e alcune cartucce calibro 9, elementi che hanno immediatamente fatto scattare ulteriori accertamenti.
A partire da quel ritrovamento, la Digos ha avviato un'analisi approfondita dei dispositivi informatici sequestrati ai due giovani. Proprio l'esame dei telefoni e dei supporti digitali ha permesso di ricostruire una rete più ampia di contatti, coinvolgendo altri 11 minorenni, tutti collegati tra loro attraverso gruppi di messaggistica e social network.
Gli scambi di contenuti estremisti su gruppi di messaggistica e social network
Secondo quanto emerso dalle indagini, i ragazzi avrebbero dato vita a un circuito virtuale caratterizzato da una fitta interazione quotidiana e dalla condivisione di contenuti riconducibili a ideologie estremiste di destra, con chiari riferimenti a posizioni suprematiste e nazionalsocialiste.
All'interno delle chat analizzate dagli investigatori sarebbero stati diffusi materiali di propaganda basati sull'odio razziale, sull'esaltazione del fascismo e del nazismo e su contenuti discriminatori nei confronti di immigrati, stranieri e minoranze.
Le conversazioni, secondo gli inquirenti, erano spesso caratterizzate da un linguaggio violento e da riferimenti espliciti all'uso delle armi, tra cui pistole, fucili, coltelli e tirapugni. In alcuni casi sarebbero stati condivisi anche video e immagini di aggressioni e risse, utilizzati come elemento di legittimazione o esaltazione della violenza.
Secondo la ricostruzione investigativa, significativo sarebbe l'utilizzo di chat di gruppo dai nomi espliciti e riconducibili a ideologie estremiste, nelle quali venivano celebrati simboli e figure del fascismo e del nazismo.
Trovate discussioni in cui parlavano di "spedizioni punitive" contro gli stranieri
Nel corso delle indagini sarebbe emersa anche la presunta disponibilità, da parte di alcuni dei minorenni coinvolti, di reperire ulteriori armi attraverso canali online o contatti esterni. Tra gli oggetti citati figurano pistole, balestre e tirapugni.
Gli investigatori hanno inoltre riscontrato discussioni relative a possibili azioni organizzate contro cittadini stranieri, ipotizzate come "spedizioni punitive" o ronde, in risposta a episodi di violenza avvenuti nel territorio senese. Tali iniziative non si sarebbero comunque mai concretizzate.
I minori denunciati erano in possesso di materiale pedopornografico
Uno degli aspetti più gravi emersi dall'inchiesta riguarda la detenzione e la diffusione di materiale pedopornografico, rinvenuto all'interno dei dispositivi informatici sequestrati. La presenza di tali contenuti ha contribuito ad aggravare il quadro complessivo delle contestazioni mosse ai 13 minorenni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo virtuale non sarebbe stato privo di una struttura interna. Due dei minorenni avrebbero assunto un ruolo di maggiore influenza, fungendo da figure di riferimento all'interno delle chat e contribuendo a orientare discussioni e contenuti condivisi.
Le indagini descrivono un ambiente digitale in cui la dinamica di gruppo avrebbe favorito la diffusione e la normalizzazione di contenuti estremisti e violenti.
L'intera attività è stata condotta dalla Digos della Questura di SIENA sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze.
A seguito delle perquisizioni, dei sequestri e dell'analisi dei dispositivi digitali è stato ricostruito un quadro ritenuto dagli inquirenti significativo sotto il profilo investigativo. Al termine degli accertamenti, la Polizia di Stato ha proceduto alla denuncia di 13 minorenni.