Terrasini vista da chi ci vive: “Città trasformata per i turisti, per i residenti ormai non ci sono più case”
Vivi anche tu in una città e hai dovuto lasciare la tua casa per far posto ai turisti? Se hai una storia di emergenza abitativa o testimonianze sul fenomeno degli affitti brevi da raccontarci, non esitare a contattarci. Scrivi all'indirizzo segnalazioni@fanpage.it o compila questo form.
Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato l'impatto che l'overtourism sta avendo su Vieste, celebre località balneare del Gargano presa d'assalto ogni anno da due milioni di visitatori: Fanpage.it ha raccolto lo sfogo di un residente che ci ha raccontato la fatica di tante persone a trovare un alloggio stabile e duraturo a un prezzo consono. Una dinamica simile, seppur in proporzioni minori, si sta verificando anche a Terrasini, in provincia di Palermo, cittadina affacciata sul mare che ogni estate attrae decine di migliaia di turisti. Tuttavia anche in questo caso l'altra faccia della medaglia sta colpendo chi in quel territorio ci vive e ci lavora tutto l'anno. Anche a Terrasini, infatti, il diritto all'abitare si scontra con le logiche del mercato degli affitti brevi che stanno rapidamente cambiando il volto della città.
A lanciare l'allarme è Daniela, una lettrice di Fanpage.it che da oltre trent'anni vive a Cinisi, un comune praticamente fuso con Terrasini. "Non ho mai saputo dove finisce uno e comincia l'altro, io abito in una zona proprio al confine e utilizzo più i servizi di Terrasini che di Cinisi", racconta la donna, che poi fotografa una situazione allarmante per i residenti. "Più di trent'anni fa, quando da Palermo mi trasferii, era facile trovare case in affitto e i prezzi per acquistarle erano davvero vantaggiosi", spiega Daniela. "Da qualche anno tutto è cambiato. Specialmente Terrasini è stata trasformata per accogliere i turisti, che sono diventati davvero troppi per la capienza del paese".
Il risultato di questa mutazione? Un mercato immobiliare residenziale paralizzato. "I residenti e i proprietari di case e villette hanno trasformato i loro beni esclusivamente in case vacanze e B&B", continua la lettrice. "Il risultato è che non ci sono più immobili da affittare a famiglie e quei pochissimi rimasti sono carissimi, piccolissimi e non adatti a più di tre persone".
Daniela punta il dito non solo sulla carenza di alloggi, ma anche sulla trasformazione del tessuto urbano e commerciale: quelle che un tempo erano botteghe artigiane, piccoli negozi di generi alimentari e pescherie hanno ceduto il passo a tutt'altro. "Prima c'erano negozi di svariati tipi che adesso hanno lasciato spazio solo a ristoranti , fast-food, gastronomie siciliane, pizzerie oltre al fatto che ovunque ci sono bancarelle di cianfrusaglie. Si lamentano in tanti perché non trovano più case in affitto ed il paese lentamente si sta svuotando, d'inverno è davvero incredibilmente vuoto".
La percezione di Daniela trova riscontro nei numeri. Terrasini conta ufficialmente poco più di 13mila residenti stabili. Tuttavia, durante la stagione estiva, il numero di presenze esplode, arrivando a quadruplicare la popolazione del paese fino a 40mila presenze, complice anche la vicinanza con l'aeroporto "Falcone e Borsellino". Per far fronte a questa domanda, il mercato immobiliare si è in larga parte convertito al turismo.
Basta fare una rapida ricerca sulle principali piattaforme per rendersi conto della mole di immobili sottratti al mercato residenziale: a Terrasini ci sono centinaia di appartamenti in affitto (161 registrati solo su un noto portale di settore), molti dei quali dotati di comfort per turisti con alta disponibilità economica. A fronte di un'offerta turistica così capillare, le famiglie e i lavoratori locali fanno sempre più fatica a trovare contratti di locazione a lungo termine (3+2 o 4+4) a prezzi sostenibili.
La situazione descritta a Terrasini non è un caso isolato, ma si inserisce in una crisi abitativa diffusa in molte città, che ha spinto la Commissione europea a presentare la bozza di un regolamento apposito, denominato Affordable Housing Act, mirato a chiarire gli strumenti con cui Stati, Regioni e Comuni possono intervenire per limitare gli affitti brevi. Il testo non obbliga i Paesi ad adottare restrizioni, ma stabilisce i requisiti di legittimità per le amministrazioni che decidono di muoversi in tal senso.
Come spiega la Regione Siciliana "il cuore della proposta è l'introduzione del concetto di ‘aree sotto stress abitativo', individuate sulla base di indicatori quali il rapporto tra prezzo medio delle abitazioni e reddito disponibile, l'andamento demografico e lo squilibrio tra domanda e offerta di alloggi. Nelle aree così qualificate, le autorità competenti potranno adottare misure restrittive proporzionate – in particolare su affitti brevi, seconde e terze case a uso non abitativo e immobili sfitti da tempo prolungato – con una durata massima di cinque anni, rinnovabile previa verifica delle condizioni. Le abitazioni principali dei proprietari restano escluse dal campo di applicazione". Il tema riguarda direttamente i territori siciliani maggiormente esposti alla pressione turistica e alla proliferazione degli affitti brevi e potrà orientare le future politiche abitative regionali una volta definito il quadro normativo europeo.