Ventidue operai e dirigenti della Carbotech Srl di Martinsicuro – in provincia di Teramo – sono risultati positivi al coronavirus dopo una serie di test effettuati nei giorni scorsi. Il focolaio nella fabbrica abruzzese, una delle tre in Europa specializzate nella produzione di spazzole in grafite per l'industria automobilistica, è stato segnalato alle autorità sanitarie che lunedì – dopo le prime positività – hanno ordinato a tutti i dipendenti di sottoporsi a tampone. Su poco più di 80 persone impiegate oltre un quarto (22, attualmente) sono risultate positive al Covid-19: la stragrande maggioranza sono operai, ma il virus non avrebbe risparmiato neppure alcuni dirigenti dello stabilimento e resta ora da capire quale sia stata la "genesi" del focolaio. In attesa di stabilirlo l'Asl di Teramo ha comunicati che i dipendenti, coi relativi congiunti, verranno sottoposti a un nuovo tampone molecolare nel pomeriggio di oggi.

La CGIL: "Verificare se ci sono state carenze nel sistema di sicurezza"

Giampiero Dozzi, CGIL Teramo
in foto: Giampiero Dozzi, CGIL Teramo

A confermare a Fanpage.it il focolaio in fabbrica è Giampiero Dozzi, segretario generale della Filctem, la categoria della CGIL che rappresenta i lavoratori del comparto chimico, tessile, energetico e manifatturiero: "I miei due delegati alla Carbotech mi hanno comunicato ieri sera la presenza di una ventina di positivi al coronavirus. Non ho ancora avuto modo di interloquire con l'azienda e lo farò presto, ma mi sembra evidente che qualcosa non ha funzionato e che non si possa parlare di casi episodici ma di un problema sistemico. Potrebbe esserci stata qualche carenza nei controlli? Presto ancora per dirlo, dobbiamo ancora analizzare a fondo la situazione". Maggiori approfondimenti andranno svolti nei prossimi giorni, quindi, ma la CGIL chiederà alla direzione di Carbotech di fare luce su due aspetti in particolare: il rispetto del distanziamento personale negli spazi comuni, in particolare negli spogliatoi e nelle docce. E i controlli sull'utilizzo delle mascherine che, comunque, sarebbero state fornite regolarmente ai lavoratori a inizio turno, subito dopo la misurazione della temperatura corporea. "Trattandosi di un'industria chimica gli operai dispongono delle docce. È stata fatta un'efficace sanificazione di quegli spazi? E gli operai possono accedere agli spogliatoi in modo scaglionato, onde evitare assembramenti? Quel che è certo è che è necessario stringere le maglie: controlli devono essere fatti anche figure come i capi di alcune aree produttive, che sono liberi di girare tra gli operai e che andrebbero sottoposti periodicamente a dei tamponi".

L'azienda: "La sicurezza dei nostri operai è prioritaria"

Lorenzo Dattoli
in foto: Lorenzo Dattoli

Lorenzo Dattoli, titolare della Carbotech, respinge qualsiasi ipotesi su una carenza dei controlli in fabbrica: "Il focolaio c'è ed è innegabile, ma ci sono contagi in tutta la città e quindi l'epidemia è molto diffusa ovunque, non solo nel nostro stabilimento. Dal canto nostro abbiamo fatto il massimo per garantire la sicurezza dei lavoratori consegnando le mascherine, effettuando periodicamente la sanificazione degli ambienti e vigilando sul rispetto del distanziamento. Nel pomeriggio i dipendenti e le relative famiglie si sottoporranno a un nuovo screening con test molecolari, poi faremo il punto della situazione e capiremo se avremo la possibilità di riavviare le linee produttive. Una cosa è certa: per me il diritto alla salute viene prima del diritto al lavoro. Fermare la produzione in un periodo di forte crescita del mercato automotive sarebbe un peccato, ma se necessario lo faremo". Anche il sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni resta in allerta: "In città abbiamo complessivamente circa 140 casi positivi, una ventina dei quali tra i dipendenti della Carbotech: nel pomeriggio verranno sottoposti a tamponi molecolari insieme alle loro famiglie e solo dopo capiremo la gravità della situazione".