Associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, corruzione e furto aggravato. Sono le accuse alle quali devono rispondere 12 persone indagate nell'ambito di un'inchiesta per l’aggiudicazione di 15 appalti per 4,8 milioni di euro relativi a lavori di ammodernamento e riparazione di unità navali in dotazione alla Marina Militare di Taranto. Tra i destinatari del provvedimento figurano diversi imprenditori, due ufficiali della Marina Militare il direttore dell’Arsenale, il contrammiraglio Cristiano Nervi e il tenente di vascello Antonio Di Molfetta e due dipendenti civili della Forza Armata

Appalti pilotati

Stando a quanto ricostruito nell'ambito dell'operazione condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Taranto, sarebbero state pilotate le aggiudicazioni di 15 appalti banditi dall'Arsenale e dalla Stazione Navale della Marina Militare locale, nei mesi da ottobre a dicembre 2018, per un totale di 4,8 milioni di euro. In particolare, per una gara di circa 3 milioni di euro, relativa ai lavori di ammodernamento della flotta, vi è stato una divisione artificiosa degli appalti originari in 11 gare. Così da garantire – secondo l'accusa – ad ogni società gestita dagli imprenditori indagati di aggiudicarsi una porzione dei lavori e di conseguire un maggior guadagno.

L'ufficiale della Marina corrotto

Pedina fondamentale del disegno criminoso ideato era un ufficiale in servizio presso l’ufficio “servizio efficienza navi”, il quale, per far ottenere agli imprenditori l’affidamento di lavori necessari alla Stazione Navale della Marina Militare di Taranto, ha richiesto ed ottenuto in cambio utilità consistite in elettrodomestici, mobili e lavori di ristrutturazione di un’abitazione di sua proprietà.