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Coronavirus
31 Agosto 2021
14:05

Tania, no vax pentita dopo il ricovero in rianimazione: “Si muore di Covid, non di vaccino”

Tania Paggiaro è una 48enne di Camposampiero (Padova), sposata e mamma di 3 figli. È finita per 15 giorni in Rianimazione all’ospedale di Cittadella dopo essersi ammalata di Covid e a quel punto ha capito che non fare il vaccino era stato un errore: “Se tornassi indietro lo avrei fatto molto prima. Tante persone, troppe nella mia stessa situazione sono morte, io sono stata fortunata. Si muore di Covid, non di vaccino”.
A cura di Susanna Picone
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Aveva deciso, almeno per il momento, di non fare il vaccino anti-Covid ma quando è stata costretta ad affrontare la malattia, finendo anche in ospedale in Rianimazione, ha cambiato idea. A raccontare la storia di Tania, no vax ormai pentita, è il presidente della Regione Veneto Luca Zaia tramite i social. Tania Paggiaro è una 48enne di Camposampiero (Padova), sposata e mamma di 3 figli. È finita per 15 giorni in Rianimazione all'ospedale di Cittadella dopo essersi ammalata di Covid a inizio agosto e solo a quel punto ha capito che non fare il vaccino è stato un errore. “Avevo rimandato la vaccinazione due volte, avevo paura, nutrivo dei dubbi, non ero del tutto convinta. Beh, se avessi saputo cosa rischiavo… Rinviare ha messo la mia vita in serio pericolo”, le parole di Tania riportate dal presidente Zaia.

Ricoverate con lei altre due persone non vaccinate

La donna ha raccontato di aver contratto il Covid-19 e inizialmente di aver avuto solo la febbre ma dopo un po’ la situazione è rapidamente peggiorata. “Mi mancava il respiro e sono stata ricoverata d'urgenza nella Terapia intensiva di Cittadella con un polmone già infettato e l'altro rimasto sano per un quarto. Le previsioni di non farcela non erano certo non tenute in considerazione. I medici mi hanno sedata, addormentata per una settimana. Miracolosamente le terapie hanno cominciato a fare effetto assieme a tutte le persone che mi sono state vicine e hanno pregato per me. Pian piano mi hanno svegliata, dopo altri otto giorni sono migliorata e tornata a casa avendo però bisogno di essere aiutata in tutto perché non avevo la forza di fare alcunché”, le parole della 48enne. Un po’ alla volta Tania, con un apparecchio per l’ossigeno, sta ora migliorando ma “i giorni trascorsi in Terapia intensiva sono indelebili, come il ricordo delle altre due persone ricoverate con me, entrambe con un quadro clinico complesso ed entrambe non vaccinate”.

"A chi non si vaccina dico: ne va della vostra vita"

Tania non è l’unica a essersi ammalata in famiglia. Anche i suoi tre figli hanno contratto il Coronavirus: tutti non vaccinati, uno è dovuto ricorrere a cure ospedaliere, ma fortunatamente si è ripreso in fretta. L'unico che non si è ammalato è il marito, che si era vaccinato prima dell’estate. Tania ha voluto raccontare la sua storia anche per rivolgersi ai tanti no vax e a chi ha dei dubbi sul vaccino. “Se avessi fatto prima il vaccino – dice – sicuramente avrei avuto conseguenze molto meno gravi. Non voglio giudicare chi decide di non farlo ma invito tutti coloro che non si sono ancora vaccinati a pensarci bene e seriamente: ne va della vostra vita!”. Dopo aver rinviato due volte, la donna aveva prenotato il vaccino per metà agosto, proprio quando era in Rianimazione: “Se tornassi indietro lo avrei fatto molto prima. Tante persone, troppe nella mia stessa situazione sono morte, io sono stata fortunata. Questo è il mio pensiero: si muore di Covid, non di vaccino!".

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