Alessandro Accastello, due anni, è stato ucciso mentre dormiva nella sua culla da un colpo di pistola esploso dal padre Alberto. A confermarlo l'autopsia sul corpo del bambino eseguita ieri pomeriggio all'ospedale Amedeo di Savoia dal medico legale Roberto Testi, che ha ricevuto l'incarico dal pubblico ministero Livia Locci, magistrato che indaga sulla tragedia familiare avvenuta lunedì in una villetta di Carignano, in provincia di Torino. Il piccolo Alessandro è deceduto durante il trasporto in ospedale ma in quell'occasione a perdere la vita sono stati anche la mamma – Barbara Gargano, 39 anni, sul cui corpo l'autopsia verrà effettuata stamattina – e il padre, morto suicida. Dopo aver assassinato il figlio e la moglie l'uomo ha sparato anche all'altra figlia, Aurora, gemella di Alessandro e ferita con un colpo di arma da fuoco esploso alla testa. La bambina è ancora viva ma le sue condizioni sono state giudicate dai medici disperate: è infatti ricoverata in coma nel reparto di Rianimazione dell'ospedale ‘Regina Margherita'. Il proiettile le ha procurato un danno cerebrale irreversibile e non operabile.

Cosa sappiamo della strage familiare di Carignano

Il duplice omicidio e suicidio è avvenuto lunedì all'alba in una villetta di famiglia a Carignano, nel torinese. Prima di sparare nel sonno a tutta la famiglia, compreso il cane, il quarantenne Alberto Accastello ha chiamato suo fratello annunciandogli che "tra poco non ci sarò più", poi ha fatto fuoco contro la moglie Barbara, i due figli Alessandro e Aurora e il cucciolo di famiglia, infine ha rivolto l'arma contro se stesso. I soccorsi, chiamati insieme ai carabinieri dai vicini, non hanno potuto fare niente per la donna e suo mariti, morti praticamente sul colpo. Per il figlio il decesso è sopraggiunto subito dopo l'arrivo n ospedale mentre la bambina è tuttora in condizioni gravissime.

Barbara, moglie di Alberto, aveva chiesto di separarsi

Stando a quanto accertato Alberto Accastello – operaio agricolo – avrebbe sterminato la famiglia dopo aver appreso del desiderio della moglie di richiedere la separazione (consensuale, secondo alcuni conoscenti della famiglia). La donna avrebbe più volte espresso l'intenzione di lasciarlo dopo essersi innamorata di un altro uomo e dopo aver constatato che il rapporto con il marito non era più recuperabile: si sentiva terribilmente sola in quella grande villa nella campagna piemontese e per questo – secondo La Stampa – Filippo, il padre di Barbara, da tempo si era messo alla ricerca di una casa per la figlia, il cui trasferimento era ormai imminente.