Strage del rapido 904, “è stato Toto Riina”: rinviato a giudizio come mandante
Il boss Totò Riina è stato rinviato a giudizio come mandante della strage del rapido 904 che il 23 dicembre 1984 fece 16 morti e 269 feriti tra i passeggeri. Il processo contro il noto capomafia dovrebbe iniziare entro l'anno. "Riina sta facendo il parafulmine d'Italia di tutto quello che si può immaginare – ha detto Luca Cianferoni, il legale del boss, al termine dell'udienza preliminare presieduta dal gup Francesco Bagnai nell'aula bunker di Firenze-. Credo che la giustizia dovrebbe andare a fondo anche a distanza di tanti anni su fatti così gravi, nel rispetto soprattutto delle vittime, ma anche chiedersi, prima di andare dietro alle parole di un pentito che parla dopo tanti anni, se non ci sia un interesse personale". L'inchiesta sul rapido 904 è stata riaperta nel 2010 dalla Dda di Napoli, dopo alcune dichiarazioni di vari collaboratori di giustizia provenienti dalle fila della camorra.
L'avvocato di Riina ha ha aggiunto che domani chiederà il trasferimento per il suo assistito in ospedale per motivi di salute. La richiesta sarà depositata al tribunale di sorveglianza di Bologna, domani. "Totò Riina non sta bene. La linea è quella della riservatezza e intendo mantenerla, ma posso assicurare che di salute non sta affatto bene", ha detto Cianferoni. Riina era collegato in videoconferenza, durante l'udienza preliminare di oggi, dal carcere di Parma. Non ha rilasciato dichiarazioni. Per quella che è conosciuta come la ‘strage di Natale' in passato sono già stati condannati il mafioso Pippo Calò, i suoi aiutanti Guido Cercola e Franco Di Agostino e l'artificiere tedesco Friedrich Schaudinn.