Archiviata l’inchiesta su Berlusconi, Dell’Utri e le stragi di mafia: “Non ci sono elementi concreti”

Per la sesta volta viene archiviata l'indagine sui presunti mandanti segreti delle stragi di mafia del 1993. L'inchiesta a carico di Marcello Dell'Utri, che riguardavano anche Silvio Berlusconi prima della morte dell'ex presidente del Consiglio, si è chiusa su indicazione della giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze Patrizia Martucci. L'archiviazione è arrivata perché, stando a quanto riportato da fonti di agenzia, secondo la giudice "mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell'Utri, stretto collaboratore di Berlusconi". Erano stati gli stessi pm a richiedere che si procedesse con l'archiviazione.
L'inchiesta sui mandanti delle stragi e l'archiviazione di Dell'Utri e Berlusconi
Le inchieste sulle stragi, naturalmente, partirono immediatamente dopo gli attentati. È già emersa la verità processuale sulle bombe piazzate a Firenze (in via dei Georgofili), Roma (davanti alle chiese di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano) e Milano (in via Palestro), così come sul successivo fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma. Gli esecutori materiali di questi attacchi sono stati condannati in via definitiva. Ciò su cui gli inquirenti hanno continuato a scavare negli anni, però, sono i presunti mandanti.
L'ipotesi portata avanti dalla Procura di Firenze era che le stragi fossero state sollecitate da Dell'Utri e Berlusconi per contribuire a creare un clima politico di tensione, e favorire così l'affermazione di Forza Italia alle elezioni politiche del 1994. Dell'Utri avrebbe istigato il boss mafioso Giuseppe Graviano a organizzare gli attacchi, arrivando a indicare i luoghi più adatti.
Un'ipotesi che Dell'Utri aveva contestato, tramite i suoi legali, e che ora è caduta nel vuoto perché i pm non sono riusciti a trovare sufficienti elementi concreti. Il 15 gennaio, a quanto emerso, la gip ha firmato il decreto di archiviazione. Questo non cambia i precedenti casi giudiziari che hanno riguardato il braccio destro di Berlusconi, inclusa la condanna definitiva arrivata nel 2014 per concorso esterno in associazione mafiosa.
Marina Berlusconi: "Chi ridarà a mio padre il tempo trascorso sotto il peso delle accuse?"
"L'incredibile storia dell'inchiesta di Firenze, mostra una volta di più in quali condizioni si trovi la giustizia italiana, e conferma anche che la sconfitta del referendum di marzo è stata un'immensa occasione perduta per il nostro Paese", ha commentato Marina Berlusconi. "È la sesta volta che l'assurda inchiesta di Firenze finisce nel nulla. È la sesta volta che viene archiviata, come sempre su richiesta stessa dei pubblici ministeri".
"È un risultato che non stupisce, visto che parliamo di un teorema giudiziario e mediatico costruito non con il cemento delle prove, ma con il fango del pregiudizio ideologico". E ancora: "Ora che mio padre non c'è più, chi potrà mai restituirgli il tempo trascorso sotto il peso di queste accuse, terribili e infondate? E qualcuno risponderà mai del falso spacciato per vero?".
Anche Barbara Berlusconi, sorella minore dell'imprenditrice, ha attaccato: "Oggi la verità crolla addosso agli accusatori di mio padre. Per mettere in piedi processi basati su accuse assurde e inverosimili è stata spesa inutilmente una quantità enorme di soldi pubblici".
Tajani: "Inquietante azione della magistratura"
Anche da Forza Italia naturalmente è arrivata una reazione. Il segretario Antonio Tajani ha dichiarato: "Altro che mandanti occulti. Di inquietante e occulto c'è solo l'azione di quella parte di magistratura che ha usato false accuse, che già si smentivano da sole, come una clava politica cercando di riscrivere la storia della nostra democrazia. È indegna di questo Paese la lentezza con cui si è arrivati a questa conclusione, e disgustoso l'accanimento con il quale si è cercato di neutralizzare politicamente il fondatore di Forza Italia e il suo partito. Finalmente giustizia è fatta, ma è incredibile che una decisione presa il 15 gennaio diventi pubblica soltanto adesso".
Maurizio Gasparri, presidente della commissione Esteri al Senato, ha rincarato la dose: "Ancora una volta farneticanti accuse nei confronti di Silvio Berlusconi e di Marcello Dell'Utri in materia di stragi e contatti con la mafia vengono archiviate". E ha annunciato: "Ma chi pagherà per questi errori? Chi pagherà per questo racconto distorto della storia italiana? Quanto sono costate in termini economici e morali queste inchieste? È quello che sosterremo con forza nelle prossime settimane in Commissione antimafia".