Stamina, striscioni davanti al Ministero della Sanità: “Sì alla libertà di cura”
Questa mattina sono stati esposti a Roma nei pressi del Ministero della Sanità e di alcuni ospedali degli striscioni con scritto "Sì alle staminali e alla libertà di cura". Il sit in di protesta è stato organizzato dall'associazione dei disabili Impavidi Destini dopo che il ministro Beatrice Lorenzin ha reso noto il parere negativo del comitato degli esperti in merito al metodo Stamina: Lorenzin ha spiegato che "la sperimentazione non può essere proseguita, perché il metodo proposto da Davide Vannoni è pericoloso per la salute dei pazienti". Serena Grasso, responsabile dell'organizzazione Impavidi Destini, domanda: "Perché vietare la possibilità di cure alternative ai malati terminali? Quale ulteriore danno potrebbe arrecare il metodo Vannoni a queste persone? Il dubbio è che dietro il rifiuto del metodo Stamina ci possa essere il veto delle potenti lobby farmaceutiche". Intanto Davide Vannoni, fondatore di ‘Stamina Foundation', ha annunciato che proprio oggi terrà una conferenza stampa in cui presenterà i dati dei pazienti in cura con il contestato metodo negli ospedali civili di Brescia. Non si è fatta attendere la replica del ministro Lorenzin, che ha spiegato che Vannoni, "non può presentare alcun risultato sulla sperimentazione del metodo Stamina perché non c'è una sperimentazione avviata in Italia. Penso che oggi presenterà i risultati delle cartelle cliniche dei pazienti e questo è nella sua legittimità poterlo fare, anzi penso possa essere un contributo utile".
In merito ai pazienti in trattamento agli Spedali Civili di Brescia, Lorenzin ha sottolineato che "la questione degli Spedali di Brescia è una questione delicata che andrà approfondita". Per quanto riguarda poi l'intenzione annunciata da Vannoni di effettuare la sperimentazione del metodo all'estero "penso – ha detto il ministro – che possa andare solo laddove ci sono regole che sono accettate da tutti". Il ministro ha quindi ribadito l'impossibilità di proseguire con la sperimentazione in Italia: "La parola definitiva – ha rilevato – non l'ho detta io ma un comitato scientifico composto dai maggiori esperti in materia. Bisogna ora che la politica faccia il suo e la scienza faccia la sua parte".
Complessivamente sono 34 i pazienti in cura a Brescia, affetti complessivamente da 8 diverse patologie: "Non si è osservato nei pazienti trattati – ha detto Vannoni – alcun effetto collaterale e ci sono miglioramenti che sono certificati non da Stamina, bensì da altri centri e da esami strumentali e di vario tipo. Non si tratta dunque di un effetto placebo". "Oggi vedremo come su alcuni pazienti la Sla si è fermata e stanno intraprendendo una terapia di recupero. Certo non possiamo dire di aver curato la Sla, sarebbe errato dal punto di vista scientifico, ma 5 pazienti con Sla di cui 4 con la variante bulbare e un paziente con Sla spinale stanno tutti riprendendo le loro funzioni. La malattia si è fermata".
