64 anni fa si sono promessi di essere fedeli "sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia". E mai come in questo caso si può dire che il rito sia stato rispettato alla lettera. Questa la storia di Lea e Angelo, 86enni di Monselice (in provincia di Padova): si sono ammalati insieme di Covid 19 e insieme hanno affrontato il virus. La loro storia è quella di una "relazione come tempo di cura", spiegano i medici. In un primo momento erano stati seguiti a casa dal personale delle Usca, ma poi la loro situazione si è aggravata, per via dell'insufficienza respiratoria, e i clinici hanno deciso due settimane fa il ricovero di marito e moglie.

I due sono entrati lo stesso giorno nell'Ospedale di Montagnana, e insieme stanno combattendo contro il Coronavirus. "Tutto il personale è vaccinato, dedichiamo molto tempo al dialogo e alla comunicazione che consideriamo un investimento in un più veloce recupero" afferma la referente clinica Maria Beatrice Bettini. E il direttore dell'Ulss 6, Paolo Fortuna, conferma: "l'efficacia di una terapia si misura anche con il termometro dell'umanità. E questo concetto sta prendendo piede non solo negli ospedali per acuti ma anche negli OdC, interfaccia tra ospedale in senso stretto e territorio, sorta di cerniera dell'assistenza". Infatti sono altre cinque le coppie ricoverate nella stessa stanza nel nosocomio in provincia di Padova.

Lea e Angelo attualmente sono ospiti di quella che è stata ribattezzata la "stanza matrimoniale" nell'ospedale di Comunità di Montagnana. Pochi giorni fa i sanitari hanno regalato loro una barchetta di peluche con su scritto ‘Love boat'. "Piango dalla contentezza", ha detto la donna dopo aver abbracciato il marito. A breve saranno di nuovo a casa: Lea non è più positiva al Covid e anche Angelo sta molto meglio.