“Spogliava” ragazze con l’IA e diffondeva le foto manipolate in rete, indagato un 40enne a Novara

‘Rubava' foto reali dai social, le modificava con l'intelligenza artificiale per denudare le ragazza ritratte e poi le diffondeva sul web, gettandole in pasto a centinaia di iscritti su canali di messaggistica istantanea.
Un meccanismo di cyber-violenza scoperto a Novara dalla Polizia di Stato che ha eseguito una perquisizione locale, personale e informatica nei confronti di un cittadino italiano di 40 anni residente nel capoluogo, su delega della locale Procura della Repubblica.
Stando a quanto si apprende, l'indagine sull'uomo è scattata lo scorso dicembre dopo la denuncia di una ragazza che si era accorta che i suoi scatti erano stati manipolati e diffusi all'interno di chat gestite dall'indagato.
Gli investigatori della Sezione operativa per la sicurezza cibernetica, che si sono occupati dell'inchiesta, sono riusciti a ricostruire le attività dell'uomo che scaricava dal web immagini del tutto prive di riferimenti sessuali per poi "riprogettarle" grazie ad applicativi IA di deepnude.
La perquisizione ha permesso di raccogliere elementi significativi: l'attività di manipolazione non si fermava alla prima denunciante, ma avrebbe coinvolto numerose altre giovani vittime, in via di identificazione.
Il clamore della vicenda ha spinto diverse ragazze a rompere il silenzio e a sporgere querela. Il reato contestato rientra nella recente fattispecie normativa che punisce severamente la diffusione, senza consenso, di immagini alterate con sistemi di intelligenza artificiale idonee a trarre in inganno sulla loro genuinità.
Il fenomeno del deepnude si base sull'uso dell'intelligenza artificiale per modificare foto di una persona vestita per generare un'immagine falsa che la mostra nuda o seminuda. Queste immagini non sono reali, ma create artificialmente, possono essere molto convincenti e vengono spesso usate senza il consenso della persona ritratta.
L'uso di deepnude su immagini di altre persone può costituire una grave violazione dei diritti della persona e della privacy e, in molti Paesi, può integrare reati legati alla diffusione di immagini sessualmente esplicite non consensuali.
Se coinvolge minori, la situazione è ancora più grave e può rientrare nello sfruttamento sessuale minorile anche se le immagini sono generate artificialmente.
In Italia, la creazione e la diffusione non consensuale di immagini o video alterati con l'intelligenza artificiale sono punite ai sensi dell'articolo 612-quater del Codice Penale, introdotto dalla Legge sull'Intelligenza Artificiale.
È punito con la reclusione da uno a cinque anni. Si procede a querela della persona offesa o d'ufficio se il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio.