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Covid 19
1 Maggio 2022
10:29

Silvia: “Ero NoVax e vivevo sommersa dalla spazzatura”

Silva, ex NoVax che le ha dette tutte: “I medici ammazzano le persone, il Covid non esiste”, e poi un giorno ha deciso di vaccinarsi e mi ha chiamato.
A cura di Saverio Tommasi
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Silvia, ex NoVax
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Silvia è una donna di 38 anni, vive a Prato ed era convintamente NoVax.

“Le ho dette tutte, eh. Ho iniziato dicendo ‘è un semplice raffreddore’, poi ‘gli infermieri e i medici ammazzano i pazienti’ per virare a ‘in realtà non è vero che stanno morendo moltissime persone’. Mi contraddicevo, e passavo dall’essere esperta di aviazione militare a medicina”.

Oggi Silvia sorride, ma il suo non è stato un percorso facile, è passata da una serie di disturbi, di paure, di percorsi per situazioni vissute nel passato che oggi l’avevano portata a chiudersi e a costruirsi un mondo parallelo. I problemi di Silvia oggi non sono passati, però sono sotto controllo.

“Vedi questa sala? Era completamente sommersa di spazzatura, anche le feci dei miei gatti, le lettiere le svuotavo qui, in terra. E io mi cucinavo in un pentolino che non lavavo mai; mangiavo in terra”.

Perché non gettavi via la spazzatura?

“Perché pensavo di meritarmelo".

Meritartelo perché?

“Dai 2 anni fino ai 12 anni una persona molto vicina a me mi violentava. Ero così piccola che ricordo sbattevo le mie parti intime in un angolo del terrazzo, volevo farmi male, così male da sanguinare e far nascere una crosticina che ‘chiudesse il buco’ e ‘lo rendesse inaccessibile'. Ora lo so che non era possibile, ma ero piccola e quella era la mia idea di autodifesa, che ovviamente non funzionava mai. Mi ci è voluto molto tempo per capire che io non avevo colpe".

E tutto questo, secondo te, come s'incastra con l'essere stata una persona NoVax?

"Avevo paura, ho sempre avuto paura nella mia vita. Rifiutare il vaccino, provare a vivere in un mondo parallelo, per me era soltanto la continuazione di quello che avevo cercato fino a quel momento: un rifugio dalle mie paure e dai miei terrori".

Silvia ha ragione: non ci si chiude in se stessi soltanto per un motivo, neanche per due. Le motivazioni che portano a certe scelte sono quasi sempre molteplici, e così tanto intrecciate che talvolta i loro confini neanche si distinguono, e più che sommarsi le questioni finiscono per alimentarsi.

Sia chiaro: la storia di Silvia è soltanto la storia di Silvia, ma potrebbe somigliare alla storia di tanti altri, per questo abbiamo deciso di raccontarvela.

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