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30 Maggio 2022
19:12

Sì, un pilota di linea può dormire mentre è ai comandi di un aereo: il generale Landi spiega perché

Dopo il caso del comandante licenziato da ITA per essersi addormentato in volo, il generale Landi spiega a Fanpage.it che in alcuni paesi si tratta di una pratica consentita ai piloti che però deve rispettare determinate regole per non mettere a rischio la sicurezza dei passeggeri.
A cura di Chiara Ammendola
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Il pilota del volo AZ609 di ITA Airways del 30 aprile scorso da New York JFK a Roma Fiumicino è stato licenziato dopo che la cabina di pilotaggio, mentre sorvolava lo spazio aereo francese, non ha risposto agli uffici predisposti al controllo del traffico aereo. Secondo quanto emerso dall'indagine interna alla compagnia aerea, l'ipotesi è che i piloti si siano addormentati in volo: anche se il comandante ha negato ogni accusa. Quella del "pisolino" in volo è una pratica consentita in alcuni paesi, come spiega a Fanpage.it Carlo Landi, generale dell'Aeronautica Militare, ma deve essere programmata e seguire determinate regole. Consigliere nazionale dell'Associazione Arma Aeronautica, il generale Landi è un esperto del tema sicurezza del volo sul quale tiene seminari nelle scuole e all'Università: “Se un pilota vuole dormire per un breve periodo può farlo ma ci sono regole precise – spiega – a bordo dei velivoli passeggeri ci sono due piloti e questo serve ad assicurare che anche in caso di estrema stanchezza uno dei due rimanga vigile ai comandi. Certo se entrambi sono addormentati, cioè privi di sensi, la sicurezza del volo e dei passeggeri è messa a rischio”.

Generale Landi, un pilota può addormentarsi mentre è ai comandi di un aereo?
Un velivolo è come qualsiasi altro mezzo di trasporto: chi è ai comandi deve prestare continuamente la massima attenzione per evitare che si verifichino eventi inattesi. Ma può accadere che un pilota ai comandi si addormenti. Quello del volo ITA del 30 aprile scorso non sarebbe, qualora sia avvenuto, comunque il primo caso.

Chi si occupa di sicurezza volo sa bene che per la stanchezza o per altri motivi è accaduto in passato che i piloti ai comandi si addormentassero. Si tratta di quello che tecnicamente l'ICAO e la normativa nazionale definisce “evento”,cioè una “situazione irregolare che abbia o possa aver influito sulla sicurezza del volo e che non abbia causato un incidente o un inconveniente grave” .  L'Aviazione è il sistema di trasporto più sicuro proprio perché ha saputo istituire metodi e comportamenti che possono bloccare le cause più nefaste di un evento che si potrebbe trasformare in Incidente o inconveniente grave.

I passeggeri a bordo corrono effettivamente un rischio quando questo accade?
A bordo dei velivoli passeggeri ci sono due piloti e questo, oltre ad altri motivi, serve ad assicurare che anche in caso di estrema stanchezza uno dei due rimanga vigile ai comandi. Certo se entrambi sono addormentati, cioè privi di sensi, privi della capacità di reagire e di correggere eventuali comportamenti anomali del velivolo o altre situazioni impreviste la sicurezza del volo e dei passeggeri è messa a rischio.

Il generale Carlo Landi
Il generale Carlo Landi

Sembra che, in merito al caso del volo Ita Airways del 30 aprile diretto a New York, il primo ufficiale si sia addormentato perché era il suo "momento di riposo"…
Nei  voli a lungo raggio come quello di cui parliamo è previsto che uno dei piloti possa avere un periodo di sonno. È noto che anche un quarto d'ora di riposo può restituire ad un professionista del volo tutte le sue capacità di condurre a termine il volo stesso in sicurezza in ambiente militare lo chiamiamo “Combat Nap”, cioè Sonnellino in ambiente di combattimento. In questo caso l'altro membro dell'equipaggio deve rimanere vigile ai comandi e controllare che il velivolo continui il suo volo in maniera regolare.

…il comandante invece sarebbe stato colto da un colpo di sonno: è possibile?
Certo è possibile ed è anche plausibile. Bisogna considerare l'orario in cui l'episodio si è verificato: le prime ore del mattino sono quelle in cui il nostro corpo è più soggetto alla stanchezza e prono al sonno. Naturalmente noi a quell'ora dormiamo, è innaturale essere svegli e dover rimanere vigili alla condotta di un velivolo. In più i due piloti venivano da un volo a lungo raggio e prima del volo avevano svolte altre attività di preparazione a terra. Quindi un ciclo di lavoro lungo e certamente non semplice che tra l'altro è in contrasto con la fisiologia stessa umana. È ben noto tra gli studiosi che la differenza di fuso orario agisce in maniera negativa sul nostro organismo, soprattutto quando si vola verso est cioè proprio dagli Stati Uniti all'Europa come nel volo ITA.

I piloti non sono immuni al fuso orario
Gli studi di sicurezza del volo hanno dimostrato che i piloti hanno necessità di tempo e riposo nei voli a lungo raggio perché il fisico si ambienti al nuovo orario. Le ore intorno all'alba sono quelle in cui i livelli di attenzione si abbassano di più e in cui è più probabile perdere il contatto con le attività che si stanno realizzando. Attenzione! Non sto giustificando comportamenti scorretti, sto solo spiegando tecnicamente quello che potrebbe essere avvenuto. Ci mancano troppi elementi per poter capire cosa effettivamente sia avvenuto sul volo ITA di cui parliamo.

Il comandante, che ha negato di essersi addormentato, è stato oggetto di un provvedimento disciplinare, di fatto è stato licenziato: è giusto?
Anche in questo caso abbiamo poche informazioni per poter tirare delle conclusioni. È significativo che la compagnia abbia motivato il licenziamento con il "venir meno del rapporto di fiducia con il comandante". Una motivazione che sembra sottendere qualcosa di più che non l'infrazione seppure grave ad una regola di volo. Da anni il settore dell'Aviazione ha adottato una metodologia chiamata Just Culture che tende ad evitare che errori commessi in buona fede vengano puniti e cosi severamente. Si parte dall'assunto che l'essere umano per sua stessa natura può sbagliare e che l'organizzazione ha il compito di proteggere velivoli e passeggeri da questi potenziatali errori.

Dobbiamo ricordare che in cabina esiste un cockpit voice recorder che registra tutte le voci e i rumori e anche i silenzi. In più il resto della strumentazione del velivolo permette di ricostruire esattamente le azioni dell'equipaggio. Qualcuno ha parlato di chiamate sui telefoni cellulari dei piloti oppure dei messaggi ACARS che certamente possono aver dato un quadro più esaustivo di tutti gli avvenimenti.

È possibile che i piloti siano vittime di turni stressanti rischiando di addormentarsi in volo?
Ritengo che questo sia il tema più importante di tutta questa vicenda. Dispiace per il comandante e per tutto l'equipaggio, ma molti esperti stanno criticando la decisione di ITA di svolgere questo tipo di voli con solo due piloti a bordo. Altre compagnie sembra che utilizzino tre piloti proprio per evitare che momenti di stanchezza possano mettere a repentaglio la sicurezza del volo. Purtroppo siamo di fronte ad un dilemma ben noto agli esperti di sicurezza volo.

La curiosità, e il timore, di qualsiasi passeggero: un aereo senza piloti può precipitare? 
Un velivolo commerciale moderno come quello del volo ITA in quella fase del volo è sotto il controllo del pilota automatico. Finché il carburante non si esaurisce o il pilota automatico non viene disingaggiato, il velivolo continuerà a seguire la rotta che è stata programmata. Usualmente per la discesa dal livello di volo di crociera, in fase di avvicinamento e atterraggio i piloti intervengono manualmente modificando la richiesta all' autopilota che esegue i comandi.

Ci sono precedenti degni di nota di piloti che si sono addormentati in volo?
Sì ci sono casi statisticamente molto rari. Tutti dovuti all'eccesso di lavoro e alla stanchezza fisica del pilota. La CNN riporta il caso di due piloti di linea statunitensi che nel 2008 non sono riusciti a completare la procedura di atterraggio alle Hawaii perché entrambi si erano addormentati ai comandi. Nel 2017 all'aeroporto di San Francisco piloti estremamente stanchi hanno rischiato una collisione in atterraggio con un altro velivolo.

Se accade, è per l'eccessiva stanchezza
La fatica operativa è una delle 12 precondizioni che più facilmente portano ad un incidente aereo conosciute come la Sporca Dozzina. Ad esempio negli Stati Uniti e in Canada se un pilota vuole dormire per un breve periodo ci sono regole precise. Lo deve comunicare all'altro pilota e ad una assistente di volo che rimane in cabina di pilotaggio, non deve dormire per più di 40 minuti e deve essere completamente sveglio almeno mezz'ora prima dell'inizio della discesa per l'atterraggio. Nel caso di ITA, ad esempio, il comandante avrebbe potuto chiamare in cabina il capo degli assistenti di volo se temeva di essere soggetto a colpi di sonno. Anche nei voli militari ci sono casi di estrema stanchezza dei piloti durante operazioni particolari a lunghissimo raggio, oppure ripetute per diverse giornate di fila. Nel settore dei voli commerciali i casi sono estremamente rari se non improbabili.

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