Si è gettato all’improvviso sotto il treno che correva sul binario da Venezia verso Udine, sotto gli occhi della mamma. Un gesto estremo, frutto di un male interiore che probabilmente nessuno in famiglia aveva colto appieno, questo probabilmente è ciò che ha spinto un ragazzo di 19 anni a suicidarsi ieri pomeriggio a Mestre. A raccontare quegli sconvolgenti momenti è uno dei giovani dipendenti dell'Ulss 3 Serenissima “Era sul bordo del marciapiede, in lacrime. Quando sono arrivati i medici del Suem hanno cercato di calmarla, poi l'hanno fatta salire su una barella e l'hanno accompagnata in pronto soccorso” dice sotto choc al Gazzettino. L’uomo aveva appena finito il proprio turno di lavoro, ma quando è arrivato in stazione ha assistito a quella scena struggente. “In quel momento non c'era molta gente in stazione – racconta – ma in pochi minuti si è radunata una folla. Un po' i pendolari in attesa del treno, un po' anche i curiosi che hanno visto quell'enorme spiegamento di forze dell'ordine”.

Il 19enne era stato appena dimesso dall'ospedale dell'Angelo di Mestre. Sarebbe dovuto tornare a Pordenone, dove risiedeva, con la madre. Si trovava nel nosocomio veneziano per un infortunio non grave avvenuto qualche giorno fa. Si era ferito ed era stato poi trasferito da un altro ospedale, per essere ricoverato in ortopedia. Accompagnato dalla madre, aveva chiesto di poter tornare a casa ed i medici avevano accettato senza opporsi. A casa, però, il ragazzo non c’è mai arrivato. Madre e figlio avrebbero dovuto prendere il treno che copre la tratta Tarvisio-Mestre per fare ritorno a Pordenone. Ma prima che il convoglio arrivasse in stazione, il diciannovenne ha compiuto il gesto estremo.