Ce' una prima svolta nelle indagini sulla scomparsa di Massimo Sebastiani ed Elisa Pomarelli, la coppia di amici di 45 e 28 anni sparita nel nulla da quasi una settimana da Carpaneto Piacentino, in provincia di Piacenza. Dopo giorni di incertezza, infatti, la Procura di Piacenza ha iscritto Massimo Sebastiani nel registro degli indagati per il reato di  omicidio e occultamento di cadavere in merito alla scomparsa di Elisa Pomarelli. La svolta potrebbe essere legata agli esiti delle analisi dei carabinieri del Ris di Parma sull’abitazione di Sebastiani a Campogrande di Carpaneto, sequestrata insieme all’auto e al telefono. "Questo non significa che la giovane non sia più in vita", hanno spiegato gli inquirenti sottolineando che le indagini continuano.

Proseguono infatti senza sosta le ricerche di Massimo Sebastiani ed Elisa Pomarelli. Sono oltre 150 le persone impegnate ormai da sei giorni in tutta la zona per cercare di individuare almeno una traccia della coppia di amici di cui non si hanno più notizie da domenica dopo essere stati visti insieme a pranzo. Le operazioni, coordinate dai carabinieri ma con la partecipazione di vigili del fuoco, Soccorso Alpino, polizia e protezione civile locale, oltre a tantissimi volontari, nelle ultime ore si sono concentrate  nelle zone di Lugagnano, Morfasso e Carignone. Qui infatti nelle scorse ore i cani esperti in ricerca di persone hanno fiutato una possibile traccia dei due scomparsi. Nel dettaglio, nella mattinata di sabato una unità cinofila ha indicato un punto del bosco dove c'erano foglie e rami accatastati. Per i soccorritori porrebbe trattarsi di un luogo dove è passato qualcuno di recente.

Al momento non ci sono certezze che possa trattarsi dei due scomparsi ma, in mancanza di altri indizi validi, il campo base delle operazioni di ricerca è stato spostato di conseguenza e fissato ancora più a monte, in una zona compresa fra i comuni di Lugagnano e Morfasso, sempre nel Piacentino.  In quei boschi si ipotizza possa trovarsi il rifugio bunker di cui Massimo Sebastiani aveva parlato diverse volte ad amici e aprenti senza però specificarne l’ubicazione esatta. Il sospetto infatti è che l’uomo possa aver rapito la donna portandola in un covo da lui preparato  in precedenza.

Mentre la maggior parte  degli uomini impegnati  nelle ricerche hanno continuato la bonifica di zone boscose  e sentieri, i tecnici speleo del Soccorso Alpino intanto hanno ispezionato anche le grotte di Monte Giogo in cerca di altre tracce, a dimostrazione che non vi sono ancora piste certe da  seguire. La speranza di tutti è che entrambi siano ancora vivi e non ci si trovi di fronte a una tragedia. La procura di Piacenza ha aperto un fascicolo per sequestro di persona ma al momento non ci sono indagati.