Vanno avanti a Novellara, nel Reggiano, le ricerche dei carabinieri di Saman Abbas, la diciottenne pachistana scomparsa ormai da oltre un mese e che si presume essere stata uccisa dai familiari per il rifiuto a un matrimonio combinato. Si amplia l'area di ricerca nella zona in cui la diciottenne viveva e si verificheranno alcuni punti, nel terreno, segnalati ieri dall’elettromagnetometro. In particolare vanno avanti le ricerche del battaglione nella zona del casolare dove viveva la famiglia di Saman Abbas, con i cani e con carotaggi e si faranno degli scavi dove lo strumento ha individuato alcune anomalie nel terreno, tutte da verificare. Gli inquirenti pensano che il cadavere della ragazza sia stato occultato.

I messaggi di Saman al fidanzato

Drammatici i messaggi che Saman Abbas aveva inviato al fidanzato prima di sparire nel nulla. “Ho sentito che dicono uccidiamola, una cosa del genere. Mia madre mi ha detto ‘Non parliamo di te ma di una ragazza che è scappata in Pakistan'. Non so cosa succederà”, così la diciottenne manifestava i suoi timori al ragazzo, che nel momento in cui non ha avuto più sue notizie si è recato dai carabinieri. Il padre di Saman avrebbe esercitato forti pressioni e minacciato anche lo stesso fidanzato per spingerlo a lasciare la giovane.

A breve interrogatorio per il cugino arrestato

A breve, intanto, verrà fissato l'interrogatorio di garanzia di Ikram Ijaz, uno dei cugini della giovane pachistana, arrestato a Nimes e consegnato ieri dalla Francia all'Italia. Indagato insieme a un altro cugino della ragazza, allo zio e ai genitori, tutti ancora latitanti, Ikram Ijaz da ieri sera si trova in carcere a Reggio Emilia. Gli inquirenti sperano di ottenere dall’uomo informazioni per ricostruire la dinamica dei fatti e per individuare il corpo della giovane.