Giuseppe e Simone Santoleri sono indagati per omicidio in concorso per la presunta morte di Renata Rapposelli, scomparsa lo scorso 9 ottobre dopo un incontro con i due familiari. Padre e figlio sono stati prelevati dai carabinieri dalla abitazione di Teramo dove avrebbero ricevuto l'ultima visita di Renata, da anni separata dal marito e in rapporti conflittuali con il figlio. La donna aveva preso il treno per Ancona, dove ad attenderla c'era Giuseppe Santoleri, che l'ha accompagnata a casa del figlio a Giulianova. Dopo un alterco nato per motivi economici legati all'assegno di mantenimento percepito dalla donna, secondo il primo racconto di Simone Santoleri, Renata sarebbe nuovamente salita in macchina per fare ritorno a casa. Alla guida della Seicento il suo ex marito, che l'avrebbe lasciata sulla strada del santuario della Santa Casa a Loreto.

Il sospetto del sostituto procuratore Andrea Laurino, che ha iscritto i due nel registro degli indagati, è che le cose siano andate diversamente. Soltanto negli ultimi giorni, però, è stato possibile interrogare Giuseppe Santoleri, ricoverato in psichiatria l'indomani della scomparsa della ex moglie e rimasto a lungo sotto sedativi. Secondo le notizie della stampa locale, l'abitazione in cui padre e figlio abitano a Giulianova e l'auto di Giuseppe, sarebbero state poste sotto sequestro.

Renata Rapposelli, 64 anni, ex pittrice originaria di Chieti viveva da molti anni da sola e in difficoltà economiche dopo la separazione dal marito. La sua scomparsa, infatti, è stata denunciata dagli amici del gruppo di preghiera di cui la donna, fervente cattolica, si era unita anni prima. Era stato l'ex marito, secondo quanto confidato da Renata ai compagni di preghiera a chiederle di andare a Giulianova. "Mio figlio ha un cancro (notizia che si è rivelata falsa, ndr.), ma non sono sicura di andare" avrebbe detto la pittrice agli amici, manifestando i suoi dubbi. Alla fine si era comunque decisa a partire.