19 Settembre 2020
12:39

Scambio di foto e video porno con minori nudi su WhatsApp: sei indagati a Messina

Sei persone risultano indagata nell’ambito di una inchiesta condotta dalla Procura di Messina per detenzione e divulgazione di pornografia minorile: l’indagine era partita dalla denuncia di una mamma che aveva scoperto sullo smartphone della figlia immagini e video porno di minorenni scambiate in chat su WhatsApp. Blitz in sei città.
A cura di Ida Artiaco

Si scambiavano attraverso le chat di WhatsApp immagini e video pedopornografici, che ritraevano minori nudi e in atteggiamenti sessuali. Per questo sei persone sono state indagate dalla procura di Messina per detenzione e divulgazione di pornografia minorile nell'ambito di una indagine condotta dalla polizia postale di Catania e Messina, sotto la direzione del Centro Nazionale Contrasto Pedo Pornografia on-line (CNCPO) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. L'operazione era cominciata dopo la denuncia di una mamma che si era accorta sullo smartphone della figlia di una serie di conversazione sulla famosa app di messaggistica instantanea in cui venivano inviate e ricevute foto di adolescenti in pose erotiche. Così, ha deciso di consegnare il dispositivo direttamente alle forze dell'ordine che hanno avviato tutte le analisi del caso.

Oltre ai sei indagati – ha specificato la polizia – sono stati identificati alcuni minori che sono stati segnalati alla procura per i minorenni che contenevano immagini di pornografia minorile. Le province in cui sono avvenute le perquisizioni sono state: Messina, Catania, Palermo, Milano, Napoli e Teramo. "Sono in corso, comunque, ulteriori approfondimenti per verificare la condotta di adescamento", hanno spiegato gli investigatori, aggiungendo che "durante le perquisizioni sono stati sequestrati computer e smartphone, rinvenendo già in fase di perquisizione informatica immagini di pornografia minorile", come si legge nel comunicato della Polizia postale e delle Comunicazioni di Catania e Messina che ha svolto le indagini sotto la direzione del Centro nazionale contrasto pedo pornografia on line del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni.

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