Santo Domingo: arrestato il boss Pignatelli. Era uno dei 100 latitanti più pericolosi

A cura di D. F.
Volevano svuotare il caveau della sede della Banca d’Italia ad Ancona, per un colpo da 200 milioni di euro, corrompendo uno degli addetti alla vigilanza. In manette un poliziotto della Mobile, un carabiniere di Collemarino e due pregiudicati.
L’uomo è stato arrestato in seguito a un’operazione congiunta di Polizia italiana e Interpol. Era seduto al tavolo di un bar e non ha opposto resistenza.
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Il boss della ‘ndrangheta Nicola Pignatelli, 43 anni, è stato individuato a Juan Dolio , a Santo Domingo, e arrestato dagli uomini del Servizio Centrale Operativo della Polizia, in collaborazione con l'Interpol Roma e la questura di Reggio Calabria. Pignatelli era latitante da 3 anni e veniva considerato uno degli uomini più influenti della ‘ndrangheta: era stato condannato al regime di carcere duro per reati legati al traffico di droga e -dal 2011 – è inserito nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi stilato periodicamente dal Ministero degli Interni. Su Pignatelli pesa una condanna a 13 anni e sei mesi di reclusione in primo grado: viene ritenuto un elemento apicale della cosca Mazzaferro Ursino Aquino.

L'Interpol in seguito alla cattura del boss ha dato il via alle procedure per la sua estradizione e l'immediata espulsione da Santo Domingo. Pignatelli è stato arrestato alle ore 16 e 45: da giorni gli investigatori si trovavano nella capitale della Repubblica Dominicana sulle sue tracce e, quando hanno appurato che si trattava proprio del latitante, hanno fatto scattare le manette. Pignatelli in quel momento era seduto al tavolo di un bar. Disarmato, non ha opposto nessuna resistenza.

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