“Proviamo a strapparvi un sorriso in questi giorni difficili”: inizia così un post pubblicato sulla pagina Facebook della “Casa Sollievo della Sofferenza”, l’ospedale voluto da Padre Pio a San Giovanni Rotondo (Foggia). La notizia è che da qualche giorno, nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, ci sono quattro coppie di gemelli. Quattro coppie di gemelli nati nel giro di due settimane nello stesso ospedale, avvenimento piuttosto insolito secondo i medici. Tutti i piccoli sono nati prematuri, dall’ospedale fanno sapere che “stanno facendo del proprio meglio per rimettersi in forze”, assistiti da medici, infermiere, “e coccolati dall’amore di mamma, che rappresenta la parte fondamentale della terapia”. Le quattro coppie di gemelli, tre maschio-femmina e una di due maschietti, per ora hanno un peso che oscilla tra uno e due chili. Per due di loro i genitori hanno scelto come secondo nome “Pio” e “Pia”, in onore del Santo.

"I parti gemellari, pur nella loro relativa complessità, restano sempre un momento di profonda emozione anche per noi operatori sanitari che lavoriamo da anni nel Punto Nascita. Gestirne 4 in un tempo ravvicinato è stata una bella sorpresa anche per noi”, ha commentato Natale Sciannamè, direttore dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di San Giovanni Rotondo. “Voglio ringraziare tutti gli operatori sanitari del reparto che, in questo anno di pandemia, hanno intensificato gli sforzi per garantire parti più sicuri e fornire un’assistenza che tenesse conto ‒ ha aggiunto ‒ delle limitazioni imposte dal periodo senza dimenticare quanto sia prezioso, per ogni coppia, il ‘momento nascita’ di un figlio”.

Antonio Villani, direttore dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale, ha parlato della cura dei gemelli prematuri come una delle sfide più impegnative e coinvolgenti del loro lavoro: “Il nostro compito è quello di ridurre le problematiche legate a entrambe le condizioni di rischio rappresentate dalla prematurità e dalla gemellarità, e di fornire le migliori opportunità attraverso un’assistenza personalizzata e ‘gentile’ fatta di metodiche diagnostiche e terapeutiche sempre più efficienti e meno invasive, di pratiche incentrate sulla ‘care’, di un’alimentazione dedicata e protettiva con latte umano materno e di banca, a cui si adoperano con dedizione medici ed infermiere, senza sacrificare la fondamentale vicinanza della mamma, elemento prezioso per il benessere dei piccoli”.