Salsiccia piccante richiamata per rischio chimico, avviso del Ministero della salute: non idonea al consumo

Il Ministero della salute ha annunciato l’immediato richiamo dal commercio di un lotto di salsiccia piccante a causa di un possibile rischio chimico per i consumatori. Il ritiro dalla vendita del prodotto alimentare riguarda la “Salsiccia Ciociara piccante” distribuita in negozi alimentari in confezioni sottovuoto e venduta a marchio “Salprosciutti”.
Il ritiro è scattato ieri, 28 maggio 2026, con un avviso diramato dallo stesso produttore dell’insaccato e diffuso presso i punti vendita e sul portale del Ministro della salute dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori. Come recita lo stesso avviso di richiamo, il prodotto è risultato non idoneo al consumo a seguito di test condotti in autotutela dallo stesso produttore.
Nel dettaglio, gli esami hanno riscontrato nella salsiccia una evidenza di eccesso di nitrati che sono risultati oltre i limiti di legge per un errore in fase di produzione che di fatto ha reso il prodotto non idoneo al consumo. Il lotto interessato è quello con numero 1702 SCР e date di scadenze fissate al 15 luglio, 22 luglio e 5 agosto.
La salsiccia ciociara piccante è prodotta dalla ditta Salprosciutti S.r.l. nel proprio stabilimento di Montecompatri, nella città metropolitana di Roma, e distribuita dalla società Iges S.r.l..
“Per le quantità inviate presso i punti vendita vi preghiamo di voler procedere alla segnalazione presso il singolo punto vendita, a provvedere a far affiggere idonea cartellonistica per la clientela che dovesse aver acquistato il suddetto lotto di prodotto, al fine del Richiamo dal mercato” recita l’avviso. Chi avesse acquistato la salsiccia con lotto sopra indicato, dunque, non deve consumarla ma restituirla al punto vendita.
Dallo scorso anno in Italia e in Europa sono in vigore i nuovi limiti per nitriti e nitrati nei salumi. Si tratta di sostante usate per controllare la crescita di microrganismi pericolosi come botulino e listeria nelle carni ma, una volta ingeriti e assimilati, possono trasformarsi in nitrosammine, sostanze cancerogene. Per questo l’ente europeo per la sicurezza alimentare (Efsa) ha stabilito una dose giornaliera ammissibile pari a 0,07 mg/kg di peso corporeo al giorno per i nitriti e 3,7 mg/kg di peso corporeo per i nitrati.
